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Allattamento naturale e pediatria integrata: le novità del 2026

Nel 2026, due convegni di rilievo hanno posto l'accento su tematiche cruciali per la salute dei più piccoli: l'allattamento al seno e l'integrazione tra pediatria ospedaliera e territoriale

Allattamento naturale e pediatria integrata: le novità del 2026

Nel 2026, due eventi formativi di grande rilievo hanno catalizzato l’attenzione del mondo sanitario italiano, mettendo in luce due tematiche fondamentali per la salute materno-infantile: l’allattamento al seno e l’integrazione tra pediatria ospedaliera e territoriale. Questi appuntamenti hanno visto la partecipazione di esperti di settore e hanno offerto spunti di riflessione preziosi per il futuro della sanità pubblica.

L’allattamento al seno è un diritto fondamentale del bambino e delle mamme, un pilastro della prevenzione comunitaria che va sostenuto e promosso attraverso iniziative formative e percorsi integrati. Allo stesso tempo, la sinergia tra pediatria ospedaliera e territoriale è essenziale per garantire una presa in carico globale e continua della donna e del bambino, affrontando le sfide attuali con competenza e sensibilità.

Promuovere l’allattamento naturale: il convegno dell’UNIMOL

Ieri, presso l’Aula Magna dell’UNIMOLsi è tenuto l’evento formativo aziendale ECM PFA 2026 intitolato “INSIEME PER L’ALLATTAMENTO AL SENO”promosso dal Distretto Socio-Sanitario Campobasso/Bojano e dal Consultorio Familiare Campobasso/Bojano. L’iniziativa, della durata di 8 ore, ha visto la responsabilità scientifica affidata alla Dott.ssa Gianna Picciano e ha coinvolto tutte le figure professionali dell’ambito sanitario e sociale.

Grazia Matarante, Direttore Amministrativo dell’ASReMha sottolineato l’importanza strategica dell’iniziativa, evidenziando come l’allattamento al seno sia un intervento di sanità pubblica con un eccellente rapporto costo-beneficio. “L’allattamento al seno è ormai universalmente riconosciuto come un diritto fondamentale del bambino e delle mamme”, ha affermato la dott.ssa Matarante, sottolineando la necessità di sviluppare una cultura profonda sull’importanza dell’allattamento naturale per il benessere del neonato e della madre.

Il convegno ha acceso i riflettori sulla necessità di un percorso nascita strutturato e fluidoche veda il Consultorio Familiare come primo punto di partenza e di orientamento. “È di fondamentale importanza potenziare costantemente l’integrazione tra l’ospedale e il territorio”, ha concluso il Direttore Amministrativo, evidenziando l’importanza di un approccio integrato e continuo.

Pediatria tra territorio e ospedale: il convegno di Sciacca

Nello stesso giorno, nella splendida cornice della sala congressi dell’ex convento San Francesco a Sciacca, si sono aperti i lavori delle “Giornate pediatriche saccensi”con un focus sul rapporto tra pediatria del territorio e pediatria ospedaliera. Il convegno, intitolato “La gestione integrata tra Centri periferici e Centri di riferimento: piccoli passi, grandi sfide”ha visto la partecipazione di esperti del settore e ha affrontato tematiche cruciali per la professione pediatrica.

Paolo Felice, pediatra di libera scelta a Favara, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei pediatri di base nel riconoscere i segnali di urgenza, evitando sia l’iper-invio che la sottovalutazione dei sintomi. “Una gestione equilibrata è fondamentale per distinguere le urgenze affrontabili in ambulatorio da quelle avanzate che richiedono l’intervento delle Pediatrie ospedaliere”, ha spiegato il dott. Felice.

Il convegno ha affrontato due sfide attuali che interessano l’adolescenza e l’Intelligenza artificiale. Giusy Ippolito, pediatra di libera scelta a Sciacca, ha evidenziato come l’adolescente di oggi sia profondamente cambiato rispetto al passato, con la necessità di intercettare i campanelli d’allarme prima che il disagio evolva in patologia. “L’adolescente di oggi parla poco, tende a chiudersi, ha bisogno di aiuto ma non lo chiede”, ha affermato la dott.ssa Ippolito.

Giuseppe Santangelo, direttore dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile all’Arnas Di Cristina di Palermoha portato l’attenzione sulla pressione crescente che il suo reparto vive ogni giorno, riflesso di una società in grande affanno. “Gli adolescenti sono tra i più esposti perché mancano strutture territoriali, personale, prevenzione e spazi di aggregazione”, ha affermato il dott. Santangelo.

La sessione pomeridiana si è chiusa con l’intervento del professore Maurizio Aricò, consulente dell’Università Policlinico di Bariche ha ricordato come il convegno abbia unito pediatria ospedaliera e territoriale su temi che spaziano dall’emergenza clinica alle nuove frontiere dell’Intelligenza artificiale. “Il pediatra non può permettersi di fermarsi e deve continuare a crescere, possibilmente con un passo più veloce degli strumenti tecnologici”, ha esplicitato il prof. Aricò.

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