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Critiche al rimpasto di giunta in Molise: Fanelli denuncia deleghe fuori dall’esecutivo

La consigliera regionale Micaela Fanelli attacca il rimpasto annunciato dal presidente Roberti a Campobasso, definendolo un'operazione politica tattica che trasferisce deleghe ai consiglieri e lascia la giunta priva di donne

Critiche al rimpasto di giunta in Molise: Fanelli denuncia deleghe fuori dall’esecutivo

Nella seduta politica che ha acceso il dibattito in Molise la consigliera regionale Micaela Fanelli ha duramente criticato il rimpasto di giunta annunciato dal presidente Roberti. Le nuove nomine, secondo Fanelli, non rispondono a criteri di merito ma a logiche esclusivamente politiche, con conseguenze sull’assetto amministrativo e sulla distribuzione delle responsabilità.

Nel mirino della consigliera è finito in particolare il decreto che assegna a Armandino D’Egidio le funzioni che esercitava come consigliere, trasformando di fatto deleghe consiliari in competenze operative. Allo stesso tempo, Michele Iorio esce dalla giunta ma mantiene e rafforza le proprie competenze come consigliere, tornando ad assumere un ruolo nella Conferenza delle Regioni. Per Fanelli, questo assetto evidenzia uno scambio di ruoli che svuota la giunta del suo potere decisionale.

La critica sul piano istituzionale e sulla funzionalità della giunta

Fanelli sostiene che, con la scelta di collocare deleghe significative fuori dall’organo esecutivo, la Regione rischia di perdere coerenza amministrativa: «Se le deleghe importanti restano ai consiglieri e in giunta arrivano figure senza compiti concreti, qual è la funzione dell’esecutivo?» dice la consigliera, sottolineando come questa modalità di assegnazione porti a una disorganizzazione istituzionale che complica la gestione quotidiana delle politiche regionali. La denuncia mette in evidenza un paradosso: un organo creato per attuare le decisioni politiche viene sminuito trasferendo responsabilità a profili con funzioni tipicamente di indirizzo.

La natura politica dell’intervento

Nell’analisi di Fanelli emerge l’accusa che il rimpasto sia guidato da logiche di spartizione e di mantenimento degli equilibri di maggioranza più che dal miglioramento dell’azione amministrativa. La consigliera riporta le parole del presidente Roberti — «Solo per accontentare i partiti» — come una conferma del carattere eminentemente tattico dell’operazione. Per Fanelli, questo approccio rappresenta una manovra volta a preservare posizioni e ruoli anziché rafforzare la capacità della Regione di rispondere alle esigenze dei cittadini.

Assenza femminile nell’esecutivo e ricadute sulle politiche di genere

Un punto centrale dell’intervento di Fanelli riguarda l’assenza totale di rappresentanza femminile nella giunta. La consigliera avverte che questa carenza non è un dettaglio formale, ma ha ripercussioni concrete sulle politiche pubbliche: senza una donna nell’organo esecutivo, secondo Fanelli, rischiano di non essere adeguatamente sviluppate iniziative per le pari opportunità e per la riduzione del gender gap nel mondo del lavoro. In queste ore, aggiunge Fanelli, i dati sul divario occupazionale confermano una situazione critica per le donne del Sud e del Molise, eppure la composizione dell’esecutivo non sembra tenerne conto.

La critica sottolinea come la mancata rappresentanza femminile traduca una perdita di sensibilità e competenze nei luoghi decisionali, con possibili effetti negativi su servizi e politiche rivolte a contrastare le disuguaglianze di genere.

Impatto sulle priorità regionali

La consigliera richiama inoltre l’attenzione su temi pratici che rischiano di restare in secondo piano in un clima politico dominato da logiche interne: trasparenza amministrativa, sanità, trasporti e lavoro. Per Fanelli, i cittadini del Molise meriterebbero risposte concrete su questi fronti, piuttosto che un rimpasto che appare orientato a consolidare equilibri di potere. La sua posizione mette in evidenza un contrasto tra la retorica delle riforme e la sostanza degli atti di governo.

Le dichiarazioni hanno riaperto il dibattito politico a Campobasso e in tutta la regione, ponendo interrogativi sulla direzione amministrativa del governo regionale e sulle priorità che dovrebbero guidare l’azione pubblica.

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