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Consiglio comunale unanime: ricorso al Tar per difendere l’emodinamica del San Timoteo

Il consiglio comunale di Termoli, con una sala gremita, ha votato all'unanimità un ordine del giorno che impegna amministrazione e territorio a ricorrere al Tar contro il Pos e a sollecitare interventi straordinari per la sanità regionale

Consiglio comunale unanime: ricorso al Tar per difendere l’emodinamica del San Timoteo

Una seduta consiliare partecipata ha trasformato l’aula di Termoli in un palcoscenico di preoccupazioni e proposte per la sanità locale: il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a promuovere un ricorso al Tar contro il nuovo Piano operativo sanitario (POS) e a sostenere iniziative volte a rivedere i criteri della rete ospedaliera, difendendo in particolare l’Emodinamica dell’ospedale San Timoteo. La presenza in aula è stata massiccia: cittadini, operatori sanitari, associazioni e amministratori locali hanno seguito una discussione fitta e prolungata.

Nel corso del dibattito sono emerse posizioni trasversali: sia la maggioranza sia l’opposizione hanno contestato l’applicazione pedissequa di parametri nazionali pensati per contesti più grandi e strutturati. Tra gli interventi istituzionali si sono segnalati quelli del senatore Costanzo Della Porta, dell’assessore regionale Michele Marone e dei consiglieri regionali Facciolla, Salvatore e Di Pardo, oltre a numerosi sindaci del territorio e rappresentanti delle associazioni civiche. Il confronto ha messo al centro il tema dei criteri numerici e il loro impatto su territori fragili e disagiati.

Le ragioni cliniche al centro del dibattito

L’intervento più seguito è stato quello del primario di Cardiologia del San Timoteo, il dottor Gianludovico Magri, che ha richiamato l’attenzione sul valore cruciale del tempo nelle patologie tempo-dipendenti. Magri ha spiegato come, in caso di infarto, ogni minuto risparmiato nell’accesso alla sala di emodinamica possa tradursi in vite salvate, sottolineando la specificità del basso Molise in termini di viabilità e distanza dai grandi centri. Nel corso del dibattito è stato inoltre ricordato il volume di attività del reparto: secondo le stime illustrate, il servizio si colloca attorno alle circa 250 procedure annue, con prospettive di crescita nonostante alcune criticità tecniche.

Il valore del tempo

Il concetto cardine ripetuto più volte è stato quello dei 90 minuti, soglia entro la quale idealmente va eseguita un’angioplastica per garantire le migliori possibilità di sopravvivenza. In territori con infrastrutture fragili e con problemi di viabilità — come alcuni tratti stradali o il recente collasso di collegamenti strategici — arrivare in tempo utile non è scontato. Per questo motivo molti interventi hanno ribadito che la valutazione dell’offerta sanitaria non può basarsi esclusivamente su soglie numeriche disgiunte dal contesto territoriale.

Impatto politico e richieste istituzionali

Il documento approvato chiede non solo il ricorso al Tar e la richiesta di sospensione cautelare del POS, ma anche un’impostazione alternativa per la sanità molisana: investimenti straordinari e misure specifiche per superare il piano di rientro che ha vincolato le scelte regionali. Tra le proposte emerse c’è l’idea di un intervento normativo ad hoc, evocato come possibile Decreto Molise, destinato a tutelare servizi essenziali nelle regioni più piccole. Il sindaco di Termoli, richiamando il senso di responsabilità collettiva, ha espresso la convinzione che il San Timoteo non sia in declino ma anzi stia riconquistando fiducia.

La sfida al commissariamento

Il commissariamento della sanità regionale è stato indicato come uno degli elementi che ha complicato la gestione e la possibilità di scelte autonome: molti relatori hanno chiesto che la politica regionale riacquisti ruoli decisionali e promuova una revisione complessiva dei criteri applicati. Sono emerse critiche alle logiche che orientano le decisioni sulla base esclusiva dei costi e dei numeri, a scapito della qualità dell’assistenza e delle esigenze locali, con richiami ripetuti al principio che la sanità pubblica debba rimane un servizio universale e accessibile.

Prossimi passi e mobilitazione

All’unanimità il Consiglio ha segnato il percorso: avviare il ricorso al Tar, lavorare per ottenere la sospensione del POS e coordinare iniziative con altri Comuni, comitati e operatori sanitari. Le azioni previste includono approfondimenti tecnici, raccolta di dati clinici e una campagna pubblica finalizzata a evidenziare come i criteri del DM70 possano risultare inadeguati in contesti territoriali particolari. L’obiettivo dichiarato è ottenere una revisione che tenga conto della fragilità demografica e delle distanze geografiche, oltre a sollecitare investimenti pluriennali.

La posta in gioco è concreta: oltre agli aspetti giuridici e amministrativi, sul tavolo ci sono la fiducia dei cittadini nell’ospedale e la capacità del territorio di contare su servizi salvavita. Il Consiglio di Termoli ha scelto di trasformare la preoccupazione in iniziativa collettiva, puntando su una strategia legale e politica che ambisce a ridefinire criteri e priorità per garantire che la sanità regionale non sia valutata solo in base ai numeri ma anche in termini di attenzione alle specificità locali.

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