Da dieci giorni le ricerche di Sarah e Alisyarispettivamente di 12 e 16 anni, non hanno ancora dato risultati. Le due sorelle sono allontanate dalla casa famiglia di Civitella Alfedenanella provincia dell’Aquilae la vicenda ha generato un acceso scambio di accuse e una forte apprensione nella famiglia. L’avvocato che assiste la madre ha posto l’accento sulla totale assenza di comunicazioni ufficiali verso la donna nei giorni successivi alla scomparsa.
L’episodio ha avuto risvolti giudiziari e amministrativi: le ragazze erano inserite nella rete delle case famiglia in seguito a un provvedimento dell’autorità giudiziaria che aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale di entrambi i genitori nel contesto di conflittualità tra ex coniugi. Il padre, Stefano Di Giacintoha ottenuto alla fine di maggio un provvedimento per il ripristino della responsabilità genitoriale, con l’intenzione che le ragazze lascino la struttura entro alcuni mesi per andare a vivere con lui.
Dettagli sull’allontanamento e sulle comunicazioni alla madre
Secondo quanto ricostruito, la madre, Valentina D’Acuntoè venuta a sapere dell’allontanamento delle figlie in modo informale: un militare dei Carabinieri si è presentato a casa sua nella mattinata di domenica 7 giugno intorno alle 12.45chiedendo se le ragazze fossero lì. La donna non aveva ricevuto alcuna comunicazione dagli operatori della struttura di Civitella Alfedena e, nel venire a conoscenza dell’assenza delle figlie durante la notte, “è rimasta attonita“, come ha riferito il suo legale. La mancanza di un avviso ufficiale agli interessati ha aggravato il senso di spaesamento della famiglia e alimentato richieste di chiarimento pubbliche e private.
La denuncia per sottrazione di minori
Nella stessa giornata della segnalazione il legale ha fatto sapere che la madre ha formalizzato una denuncia per sottrazione di minori. Il procedimento mira a chiarire le responsabilità e le modalità con cui le ragazze hanno lasciato la struttura. Nel frattempo, le ricerche procedono senza esito definito: squadra investigative e forze dell’ordine operano per ricostruire gli spostamenti delle minorenni e verificare ogni pista utile. Il caso ha implicazioni sia sul piano civile sia su quello penale, data la condizione di temporanea affidamento delle ragazze.
Reazioni legali e stato delle indagini
L’avvocato della madre ha commentato con durezza la situazione: “Non ricevere alcuna comunicazione da nessuno è deplorevole, anche da un punto di vista umano“; inoltre ha aggiunto che “Dalla domenica della scomparsa a oggi, D’Acunto ha ricevuto soltanto fango e contraddizioni, nulla dalle istituzioni“. Queste frasi sintetizzano la richiesta di maggiore trasparenza da parte della famiglia verso chi ha responsabilità istituzionali e operative nella gestione dei minori affidati alle strutture.
La vicenda coinvolge elementi già noti: la presenza delle ragazze nella casa famiglia da circa due anni, il provvedimento di sospensione e il successivo ripristino della responsabilità genitoriale per il padre. Si tratta di passaggi che ora saranno oggetto di verifica sia nelle sedi giudiziarie competenti sia nelle comunicazioni tra servizi sociali e autorità. Le autorità continuano a indagare per ricostruire il quadro completo delle responsabilità e degli eventi che hanno portato all’allontanamento dalle strutture.
Nel frattempo la famiglia e il legale mantengono alta l’attenzione sulla vicenda, chiedendo chiarimenti e atti ufficiali: la richiesta principale è che vengano fornite informazioni puntuali sui contatti, sulle comunicazioni formali e sulle procedure seguite dalla struttura ospitante. La promessa di collaborazione nei controlli e nelle indagini è sottolineata dalla necessità di tutelare le due minorenni e di chiarire ogni aspetto amministrativo e giudiziario collegato alla loro scomparsa.


