La protezione delle fasce più fragili della comunità ha assunto una nuova forma di collaborazione istituzionale: il protocollo stretto tra la Questura di Campobasso e la Diocesi di Campobasso-Bojano punta a portare direttamente nelle chiese messaggi di prevenzione contro le truffe agli anziani. L’accordo prevede che, durante le funzioni religiose, i parroci facciano da veicolo per un avviso semplice e puntuale rivolto ai fedeli più vulnerabili.
Questa iniziativa sfrutta la capillarità della rete parrocchiale per raggiungere persone che spesso vivono in isolamento o con minore dimestichezza nelle tecnologie e nelle pratiche quotidiane, offrendo loro strumenti pratici e materiale informativo connesso alla campagna nazionale più sicuri INSIEME.
Accordo operativo tra Questore Domenico Farinacci e Arcivescovo Biagio Colaianni
L’intesa è stata siglata per amplificare l’azione di sensibilizzazione sul fenomeno delle truffe, con particolare attenzione alle persone anziane. Il Questore Domenico Farinacci e l’Arcivescovo Mons. Biagio Colaianni hanno convenuto di utilizzare le celebrazioni religiose come momento informativo, affidando ai sacerdoti il compito di recapitare un messaggio pensato con linguaggio chiaro e diretto.
Il materiale destinato ai fedeli comprende volantini e indicazioni pratiche riconducibili alla campagna nazionale, che mirano a spiegare comportamenti concreti da adottare per non cadere vittima di raggiri. L’idea è che la parola del parroco, nell’ambito della comunità parrocchiale, abbia un impatto emotivo e pratico maggiore nel richiamare l’attenzione su un rischio quotidiano e insidioso.
Ruolo dei parroci e diffusione capillare
Durante il ritiro pastorale tenuto nella Casa di Spiritualità Villa di Penta di Matrice, il Vicario del Questore Massimo Passariello e componenti della Divisione Polizia Anticrimine hanno incontrato i parroci della Diocesi per illustrare modalità e contenuti dell’iniziativa. Il personale di Polizia ha spiegato come riconoscere le tecniche più diffuse e quali messaggi consegnare durante le funzioni.
I sacerdoti sono stati chiamati a svolgere una funzione di mediatori informativileggere durante le messe il messaggio predisposto, distribuire il materiale e richiamare all’attenzione i fedeli nella fascia più anziana. Questa scelta punta su un’azione preventiva che avvenga nel contesto di fiducia sociale tipico della parrocchia.
Le modalità dei raggiri e come vengono presentate ai fedeli
La campagna informativa si concentra sulle tecniche maggiormente utilizzate dai truffatori: telefonate o visite in cui si simulano appartenenti alle forze dell’ordine, professionisti o presunti amici o parenti in difficoltà che richiedono denaro o preziosi. I malviventi fanno spesso leva sulla paura e sull’urgenza, prospettando problemi legali o emergenze sanitarie per un congiunto.
Nei materiali distribuiti e nei messaggi esposti durante le messe vengono sottolineati comportamenti concreti da evitare: non consegnare denaro a persone incontrate per strada, non fornire dati sensibili al telefono e verificare sempre la veridicità delle richieste contattando direttamente figli o familiari. Il concetto centrale ribadito alle assemblee parrocchiali è che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro a domicilio.
Esempi pratici e linguaggio semplice
Per rendere i contenuti accessibili a tutti, la Polizia e la Curia hanno predisposto un messaggio con termini semplici: il testo è pensato per essere letto durante la funzione e per accompagnare la distribuzione di pieghevoli. In questo modo l’approccio è diretto e familiare, sfruttando la vicinanza relazionale tra parroco e comunità per ottenere maggiore attenzione e adesione.
L’uso di esempi concreti e parole chiare facilita la memorizzazione di comportamenti protettivi, trasformando una comunicazione istituzionale in un avviso personale e riconoscibile: un messaggio che invita alla prudenza senza creare allarmismi, ma con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza.
La cooperazione tra istituzioni civili e religiose rappresenta un tentativo pratico di costruire una rete di tutela sul territorio, sfruttando canali comunicativi consolidati per ridurre la diffusione dei reati che colpiscono in modo particolare gli anziani. L’azione congiunta punta a trasformare le parrocchie in punti di informazione attivi, dove l’informazione preventiva diventa parte integrante della vita comunitaria.


