Il palcoscenico dei Campionati Nazionali Universitari si accende in Piemonte e porta con sé aspettative per squadre e singoli. L’edizione 2026, giunta alla 79esima edizione, si svolge nel Piemonte Orientale con le gare distribuite tra Novara, Vercelli e Alessandria: oltre 3.000 studenti-atleti saranno impegnati in numerose discipline. In questo contesto il tennis assume un ruolo importante come disciplina capace di esaltare il binomio tra studio e sport, spesso definito con il termine dual-career, cioè il percorso parallelo che permette agli atleti di conciliare l’attività agonistica con il percorso universitario.
Calendario e cornice dell’evento
La rassegna primaverile prende oficialmente il via il 22 maggio 2026 e si chiuderà il 31 maggio 2026, con un programma fitto di gare, cerimonie e iniziative sul territorio. L’organizzazione è curata dal Cuspo sotto l’egida di FederCusi, mentre il rito della fiamma e la cerimonia di apertura contribuiscono a rendere l’evento una festa dello sport universitario. Autorità accademiche e istituzionali hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e l’importanza di progetti di sviluppo come l’accreditamento FISU e i percorsi per la dual-career che favoriscono l’inserimento dei giovani atleti nel mondo professionale e accademico.
Novità e impatto sul territorio
Oltre allo svolgimento delle gare, questa edizione introduce elementi pensati per il futuro dei partecipanti: tra le innovazioni c’è l’inserimento del torneo di scacchi e un sistema di premialità orientato alla formazione professionale grazie a partnership con piattaforme come carriere.it, che mette a disposizione voucher per i vincitori. L’evento produce effetti tangibili anche in termini di infrastrutture locali, riqualificazioni e visibilità per le città ospitanti, confermando come i Campionati Nazionali Universitari possano essere volano per progetti di crescita sociale e sportiva.
I protagonisti del Cus Molise
Tra i portacolori del Cus Molise spiccano i nomi di Antonio Vernò e Marco Folchi, entrambi impegnati nel tabellone di singolare e nel doppio. Vernò, studente di Scienze Motorie all’Unimol, torna ai Cnu dopo aver conquistato la medaglia di bronzo nel 2026 sia nel singolo che nel doppio insieme a Luca Scelzi durante la manifestazione organizzata proprio dall’Università del Molise e dal Cus Molise. La sua stagione agonistica include la permanenza in serie C con il Circolo Tennis Barletta, obiettivo salvezza raggiunto, e il mirino già rivolto alla prossima sfida di serie A2 prevista per ottobre.
Il contesto personale e il recupero
Per Vernò questa trasferta piemontese rappresenta anche un importante banco di prova dopo l’operazione all’anca che lo aveva costretto a rinunciare ai Cnu di Ancona; la partecipazione ai Cnu 2026 è pensata come un test sulla condizione fisica e mentale in vista degli impegni futuri. Il giocatore ha spiegato di non aver disputato molte partite durante l’ultimo anno e di considerare questa rassegna come un’occasione per tornare a competere ad alti livelli e, se possibile, puntare nuovamente al podio.
Il debutto di Marco Folchi e l’approccio di coppia
Accanto a Vernò scenderà in campo Marco Folchi, alla sua prima esperienza ai Cnu e iscritto al terzo anno di Scienze Politiche e dell’amministrazione. Folchi affronta la manifestazione con l’obiettivo primario di accumulare esperienza in un contesto di alto livello e di rappresentare al meglio il Cus Molise e l’Unimol. Entrambi i tennisti affronteranno il singolare e il doppio, con la volontà di giocare con serenità: per Vernò l’intento è quello di divertirsi e lasciare che il risultato arrivi senza pressioni eccessive.
Prospettive e conclusioni
La partecipazione di Vernò e Folchi ai Cnu 2026 è significativa su più fronti: per il primo vuole dire confermare il ritorno alla piena forma dopo l’intervento e testare la competitività in vista di traguardi più ambiziosi, per il secondo rappresenta un’opportunità formativa fondamentale. Per il Cus Molise e l’Unimol la speranza è di raccogliere soddisfazioni sportive e riconoscimenti che valorizzino il lavoro degli atleti e dello staff tecnico. In campo, come fuori, saranno determinanti l’esperienza, la condizione fisica e la capacità di gestire emozioni e aspettative.



