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Truffe nel Bassanese: tecniche e consigli per proteggere gli anziani

Le truffe ai danni degli anziani nel Bassanese sono in aumento. Scopri come riconoscere i segnali di allarme e proteggere i tuoi cari

Truffe nel Bassanese: tecniche e consigli per proteggere gli anziani

Le forze dell’ordine hanno registrato negli ultimi giorni nuove segnalazioni di truffe agli anziani nel territorio del Bassaneseinvitando i cittadini a segnalare subito ogni episodio sospetto. In parallelo, a Campobasso la Questura e la Diocesi hanno attivato messaggi di prevenzione durante le funzioni religiose, mentre a Gravellona Toce è stato confermato un incontro pubblico il 25 giugno 2026. Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026.

L’allerta è rilevante perché i raggiri sfruttano urgenza e manipolazione psicologica, colpendo persone fragili e sole. La chiamata alla prudenza si accompagna a istruzioni operative: interrompere contatti sospetti, verificare solo tramite canali ufficiali e non consegnare denaro o preziosi a domicilio. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza e favorire la segnalazione tempestiva, elementi cruciali per arginare il fenomeno.

Allerta nel Bassanese e tecniche usate dai truffatori

Nelle segnalazioni più recenti ricorrono schemi consolidati: telefonate di falsi agenti che parlano di incidenti o problemi giudiziari a carico di un parente e chiedono denaro, oppure visite di falsi tecnici per controlli a gas, acqua o energia con l’obiettivo di entrare in casa e distrarre i proprietari. Sono state riferite anche chiamate da presunti call center energetici o telefonici, con alcune informazioni già note all’interlocutore per rendere credibile il contatto e ottenere altri dati sensibili o indurre a cambiare contratto.

Le autorità ricordano che nessun ente pubbliconessuna forza di polizia e nessun gestore di utenze chiede denaro o preziosi durante controlli domiciliari. In caso di dubbi, si invita a chiudere la conversazione e a chiamare direttamente i riferimenti ufficiali. È stato ribadito che la denuncia o la segnalazione, anche quando la truffa non è andata a segno, resta determinante per mappare le aree a rischio e proteggere la comunità.

Protocollo Questura–Diocesi di Campobasso: messaggi in chiesa

Per ampliare la prevenzione verso le persone meno raggiungibili dai canali digitali, la Questura di Campobasso e la Diocesi di Campobasso-Bojano hanno avviato un protocollo che porta in parrocchia un messaggio semplice e diretto contro i raggiri. Il Questore Domenico Farinacci e l’Arcivescovo Mons. Biagio Colaianni hanno concordato l’uso delle celebrazioni come momento informativo, con la lettura di avvisi predisposti e la distribuzione di materiale collegato alla campagna nazionale “più sicuri INSIEME”.

Durante un ritiro pastorale a Villa di Penta di Matrice, il Vicario del Questore Massimo Passariello e personale della Polizia Anticrimine hanno illustrato ai parroci tecniche ricorrenti e messaggi da condividere a messa. Il focus è su comportamenti da evitare e verifiche da effettuare: non consegnare contanti in strada, non fornire dati al telefono, richiamare sempre i familiari per conferma. Il principio chiave ribadito ai fedeli è netto: le forze dell’ordine non chiedono denaro a domicilio.

“Vietato Truffare”: incontro pubblico a Gravellona Toce il 25 giugno

Nel quadro delle iniziative territoriali, il Comune di Verbaniala Prefettura, il Comando Provinciale dei Carabinieri e la Questura del VCO hanno organizzato un incontro gratuito del progetto “Vietato Truffare”. L’appuntamento è fissato per giovedì 25 giugno 2026dalle 15:00 alle 16:30, nella Sala Soci dell’Ipercoop di Gravellona Toce. Ufficiali delle forze dell’ordine e professioniste del settore illustreranno con esempi le principali modalità di raggiro, dai finti addetti alle utenze ai falsi appartenenti alle istituzioni.

Il programma prevede indicazioni pratiche su come reagire a segnali sospetti, come allertare tempestivamente i soccorsi e come proteggere documenti, denaro e beni di valore. L’iniziativa mira a raggiungere soprattutto anziani e familiari, così da rafforzare reti di vicinato e garantire un passaggio di informazioni chiaro e replicabile. La combinazione tra formazione pubblica e sensibilizzazione nelle parrocchie punta a ridurre l’esposizione ai raggiri e a favorire segnalazioni immediate sul territorio.

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