Nell’arco di 24 ore, il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Cardarelli di Campobasso ha assistito alla nascita di tre coppie di gemelli, per un totale di sei neonati. La sequenza ravvicinata dei parti ha trasformato la giornata in una vera e propria maratona delle nascite all’interno del punto nascita gestito dall’Asrem. Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2026.
L’episodio ha avuto rilievo clinico e organizzativo perché ha richiesto una pianificazione puntuale delle risorse e una sincronia rigorosa tra reparti. La gestione simultanea di più parti gemellari ha imposto il coordinamento di sale parto e operatorie, postazioni di monitoraggio neonatale e personale dedicato, mantenendo standard assistenziali elevati per ogni madre e per ciascuno dei sei neonati.
Tre parti gemellari in sequenza al punto nascita Asrem
Le tre coppie di gemelli sono arrivate in rapida successione, con équipe che si sono alternate tra travaglio, parto e prime valutazioni pediatriche. Ogni nascita è stata seguita con attenzione individuale, pur in un contesto a flusso continuo. La contemporaneità dei casi ha moltiplicato le necessità di monitoraggio ostetrico e di supporto ai neonati, richiedendo l’attivazione rapida di stanze attrezzate e la predisposizione di materiali per la cura immediata. Secondo il personale presente in reparto, la giornata è stata vissuta come una prova operativa della tenuta del punto nascita nei picchi improvvisi di attività.
Coordinamento tra Ostetricia, Neonatologia e Anestesia
La gestione ha coinvolto l’équipe di Ostetricia e Ginecologia i medici di Neonatologia il personale di Anestesia e le ostetriche di sala, con una catena di comunicazione rapida e procedure collaudate. Il personale ha allocato risorse senza interferire con l’assistenza alle altre pazienti ricoverate, garantendo analgesia sicura, assistenza respiratoria e termica, e le prime valutazioni cliniche di ciascun neonato. Il risultato operativo è stato attribuito a protocolli condivisi e a esercitazioni periodiche che hanno mantenuto alta la reattività del presidio in situazioni multifetali.
L’impatto in reparto e la dichiarazione dalla corsia
Oltre all’aspetto tecnico, la giornata ha avuto un impatto umano significativo: i primi vagiti hanno marcato un turnover serrato di culle e postazioni, mentre medici, ostetriche e infermieri hanno gestito in sequenza valutazioni, stabilizzazione e sorveglianza. Dalla corsia, operatori visibilmente provati ma soddisfatti hanno definito l’episodio un evento raro per il Cardarelli, capace di mettere in luce la prontezza organizzativa del punto nascita. «Un risultato che dimostra non solo la straordinarietà dell’evento, ma anche l’assoluta prontezza e la qualità assistenziale del nostro punto nascita,» hanno commentato informalmente dalla corsia.
Logistica, standard clinici e prospettive operative
Sul piano pratico, il presidio ha gestito l’utilizzo coordinato di letti per la sorveglianza, risorse di neonatologia e percorsi separati per garantire sicurezza e continuità. L’assistenza si è concentrata sul mantenimento della termoregolazione sul supporto respiratorio quando indicato e sull’esecuzione delle prime valutazioni pediatriche, mantenendo standard uniformi per ogni neonato. L’esperienza maturata nelle 24 ore è stata indicata come materiale utile ad affinare ulteriormente flussi e protocolli, con l’obiettivo di consolidare la risposta del Cardarelli a scenari complessi e ad alta intensità assistenziale.



