La vicenda della morte di Francesca Ercolini giudice di Campobasso, è oggi al centro di una serie di approfondimenti tecnici affidati al Ris di Roma. Gli accertamenti si concentrano su elementi materiali sequestrati nella villetta di viale Zara a Pesaro e sulle incongruenze emerse nella seconda autopsia, con l’obiettivo di stabilire se la magistrata sia deceduta per suicidio o per un atto doloso.
La Procura dell'Aquila ha disposto un incidente probatorio che ha previsto sopralluoghi, la riproduzione della scena e analisi di laboratorio. Tra gli oggetti al centro dell’inchiesta ci sono il foulard di seta a fiori e la sua copia, alcune forbicine, tre lampade presenti nell’abitazione e le tracce biologiche rinvenute. Le verifiche tecniche procedono su più fronti per chiarire punti cruciali emersi finora.
Analisi del foulard e delle tracce genetiche
Gli specialisti del Reparto Scientifico dell’Arma stanno esaminando l’unica traccia di DNA repertata sul foulard di seta che, secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato utilizzato da Ercolini la mattina del 26 . Dall’analisi risultano tre profili genetici: uno attribuito alla vittima e altri due non identificati. La verifica deve ora chiarire a chi appartengano questi ultimi profili e se la traccia sia compatibile con un contatto accidentale o con la presenza di più persone sulla scena.
Esame tessile e confronto con la copia del foulard
Una copia esatta del foulard, fornita dai consulenti, è stata impiegata nelle simulazioni all’interno dell’appartamento. Il Ris dovrà analizzare le fibre per verificare la corrispondenza tra la trama della stoffa usata nella ricostruzione e quella repertata, oltre a valutare se la stoffa possa aver lasciato il tipo di solco rinvenuto sul collo della magistrata. Questa verifica tessile è collegata alla controversia tra esperti: il perito della difesa sostiene la compatibilità, mentre la relazione della seconda autopsia suggerisce il contrario.
Forbicine, lampade e simulazione della caduta
Tra gli oggetti sotto esame figurano anche delle forbicine sequestrate, che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state utilizzate da Lorenzo Ruggeri per tagliare la striscia di seta impiegata nel presunto impiccamento avvenuto il 26 dicembre di quattro anni fa. Gli esperti cercheranno eventuali impronte digitali o tracce biologiche sui manici delle forbicine per ricostruire la dinamica dell’evento.
Inoltre, sono state poste sotto la lente d’ingrandimento le tre abat-jour trovate nell’abitazione del coniuge: i cavi elettrici saranno analizzati per rilevare possibili tracce biologiche. L’attenzione su questi elementi è aumentata dopo la relazione del professor Vittorio Fineschi che nella seconda autopsia ha osservato come il solco al collo presenti caratteristiche che non sarebbe stato in grado di provocare una stoffa morbida come la seta, ipotizzando invece l’intervento di un mezzo più duro.
Simulazioni con manichino e prova dei pesi
Per ricostruire la dinamica della morte, il Ris ha eseguito simulazioni utilizzando un manichino con le misure della vittima e la copia del foulard annodata alla ringhiera interna della villetta; la prova ha incluso l’uso di pesi per verificare l’effetto sulla stoffa e sul corpo, compresa la possibilità che la sciarpa si attorcigliasse lasciando segni analoghi a quelli repertati. Gli esperimenti hanno anche previsto l’oscillazione del manichino per stabilire se l’ematoma riscontrato alla testa possa essere conseguenza di un impatto accidentale o di un’aggressione intenzionale.
Lesioni, segni sul collo e aspetti procedurali
Le nuove indagini hanno messo in luce lesioni alle mani, unghie rotte e un ematoma alla testa che hanno rafforzato l’ipotesi investigativa di un possibile conflitto avvenuto in casa. Alcuni segni, incluso quello attribuito a un’unghia sul collo, sono stati ritenuti rilevanti dalla Procura dell’Aquila, che ha chiesto di rivalutare i rilievi con una seconda autopsia. Nella prima indagine tali elementi non sarebbero stati pienamente valorizzati, tanto che il medico legale inizialmente incaricato risulta ora iscritto nel registro degli indagati.
Nel fascicolo per omicidio figurano indagati il marito della vittima, Lorenzo Ruggeri e un ex poliziotto in pensione, amico della famiglia. Le verifiche tecniche in corso — che spaziano dall’analisi del DNA alla prova delle fibre fino alle simulazioni dinamiche — mirano a fornire elementi utili al Gip di L’Aquila per decisioni processuali successive.
Gli esami condotti dal Ris di Roma proseguono con l’obiettivo di chiarire punti centrali: la corrispondenza del foulard con i segni sul collo, l’appartenenza dei due profili genetici non identificati e l’origine dell’ematoma alla testa. Solo con il completamento di queste analisi tecniche sarà possibile avere un quadro più definito della controversa morte avvenuta tra le mura della villetta di Pesaro.



