Negli ultimi dieci anni la geografia commerciale di Campobasso e Isernia ha subito una trasformazione pronunciata: mentre la ristorazione con servizio è aumentata in modo significativo, i bar le gelaterie le pasticcerie e le attività da take away mostrano dinamiche di segno opposto. L’analisi territoriale sulla demografia d’impresa riferita al periodo 2015-2026 mette in rilievo performance differenziate tra centro storico e aree esterne, con effetti importanti sulla vitalità urbana e sulla offerta commerciale locale.
Andamento della ristorazione con servizio a Campobasso e Isernia
La crescita della ristorazione con servizio è uno dei fenomeni più netti emersi dai dati: a Campobasso il numero di attività è passato da 90 a 112, pari a un aumento del +24,1% mentre a Isernia il comparto è salito da 37 a 44 imprese, cioè un +17,9%. Il dato assume particolare rilievo se si osserva la concentrazione nel centro storico nel capoluogo regionale il nucleo antico ha visto un balzo del +38,6% (da 28 a 39 esercizi), e a Isernia il cuore storico ha registrato un +34,0% con l’apertura di cinque nuove strutture.
Questi incrementi indicano una preferenza locale per l’esperienza al tavolo, la qualità dell’accoglienza e il servizio diretto: il modello della ristorazione strutturata sembra infatti premiare investimenti in ambienti, menù curati e posizionamento nei centri urbani, contribuendo alla funzione sociale dei locali come luoghi di incontro e relazione.
Contrazione dei bar e crisi delle attività da asporto
Il quadro è molto diverso per i bar tradizionali e per le attività orientate all’asporto. A Campobasso il numero di bar è diminuito di 28 unità nel decennio, una perdita pari al -23,6% con cali sia nel centro storico (-18,7%) sia nelle zone periferiche (-27,6%). Isernia, pur mantenendo un saldo aggregato vicino alla parità (+1,8%, da 57 a 58 esercizi), registra comunque un calo del -4,3% nell’area storica.
Particolarmente sorprendente è il collasso delle attività da take away in controtendenza rispetto a molte aree metropolitane: a Campobasso gli esercizi da asporto sono scesi da 42 a 28, una riduzione del -33,2%. Nel centro storico di Isernia il fenomeno è ancora più marcato: il comparto si è quasi dimezzato, passando da 6 a 3 attività (-51,3%), contribuendo al calo complessivo cittadino del -23,6%.
Sofferenza di gelaterie e pasticcerie
Un’ulteriore criticità riguarda le gelaterie e le pasticcerie che mostrano contrazioni rilevanti: a Campobasso la riduzione è del -27,8% mentre a Isernia si raggiunge il -50,0%. Questi dati evidenziano una pressione trasversale su categorie tradizionali legate al consumo quotidiano e ai servizi più rapidi.
Cause strutturali e proposta di intervento delle associazioni di categoria
Secondo i rappresentanti del settore, la trasformazione osservata è il frutto di più fattori combinati: la perdita di popolazione regionale riduce la base dei consumatori, mentre la diffusione della grande distribuzione organizzata sposta flussi economici e domanda fuori dai centri storici. In questo contesto gli imprenditori locali che hanno puntato sulla qualità del servizio hanno trovato margine di crescita, ma operano in un ambiente complesso e soggetto a costi fissi elevati.
Per affrontare la situazione, le voci del comparto richiedono l’apertura di un tavolo permanente tra istituzioni e operatori per definire misure concrete: programmazione urbanistica mirata, interventi di sostegno ai costi di gestione locali come la TARI e piani di valorizzazione turistica straordinari. L’obiettivo dichiarato è evitare la progressiva desertificazione dei centri urbani e preservare le funzioni economiche e sociali delle attività di vicinato.
Il lavoro di ricomposizione tra politiche urbane, strategie di promozione territoriale e sostegno alle imprese locali appare



