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Natale 2026: il presepe monumentale abruzzese in Vaticano

Un presepe monumentale abruzzese, intitolato 'Il Grande Mistero', sarà esposto in Piazza San Pietro per Natale 2026. Scopri la storia e i dettagli di questa opera unica.

Natale 2026: il presepe monumentale abruzzese in Vaticano

Per il prossimo Natale, Piazza San Pietro a Roma ospiterà un’opera straordinaria: Il Grande Mistero un presepe monumentale che rappresenta l’essenza della tradizione abruzzese. Questo progetto, frutto di una collaborazione tra diverse realtà locali, promette di essere un punto di riferimento spirituale e culturale per centinaia di migliaia di visitatori.

L’iniziativa è nata dall’Associazione Amici del Presepe di Atessa, in collaborazione con la parrocchia di San Leucio. Il Governatorato della Città del Vaticano ha affidato all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto l’incarico di realizzare questo presepe, che sarà un omaggio alla ricca tradizione abruzzese.

Un progetto che unisce fede, storia e cultura

Il presepe, che misura 23 metri di lunghezza, 11 di altezza e 13 di profondità è in fase di realizzazione a Vasto. La Libera Confraternita degli Artisti di Vasto insieme alla Comunità Educante Carcerati e all’associazione Iktus di Guglionesi, sta lavorando senza sosta per portare a termine questo progetto monumentale.

L’arcivescovo Bruno Forte ha sottolineato il significato spirituale del presepe: “Il presepe ci dice che l’amore di Dio è venuto nella storia e che vuole tornarci continuamente. Non solo come una ripetizione di ciò che è stato, ma di una novità sempre attuale che parli agli uomini e alle donne d’oggi.” Questo presepe non è solo una rappresentazione artistica, ma un messaggio di speranza e rinnovamento.

La partecipazione della comunità

Il progetto coinvolge 90 comuni delle province di Chieti e Pescara e 146 parrocchie dell’Arcidiocesi. La parrocchia di San Marco Evangelista a Vasto è responsabile dell’allestimento, mentre la Banca di Credito Cooperativo Abruzzi-Molise ha sostenuto il Patto d’Amicizia tra i comuni di Atessa e Vasto.

Franco Di Nucci, responsabile della Comunità Educante Carcerati, ha spiegato che il lavoro è stato possibile grazie al contributo gratuito di architetti, ingegneri e volontari, compresi i detenuti che, pur non avendo competenze specifiche, hanno partecipato attivamente alla realizzazione del presepe.

Simboli e significati del presepe abruzzese

Il presepe è un itinerario spirituale che unisce la verità biblica con la tradizione abruzzese. Le coperture in paglia ricordano i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, chiamate pagliarelli o pinciare fatte di terra e paglia. Questi elementi semplici ma significativi rappresentano la vita rurale e la fede sincera del popolo abruzzese.

Tra i numerosi pastori e greggi in terracotta, vestiti con costumi tipici abruzzesi, spicca una pecora nera. Questo simbolo rappresenta l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. La pecora nera è il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore.

Sulla sommità dell’edificio principale, il presepe è sormontato da una Torre su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Questa torre richiama visivamente la biblica Migdal Eder la Torre del Gregge, un luogo indicato dalla tradizione come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta.

Le autorità della Santa Sede comunicheranno il giorno dell’inaugurazione. Inoltre, è prevista un’udienza privata per tutti i donatori, fedeli e collaboratori a vario titolo del progetto. L’arcivescovo Forte si augura che l’intera diocesi si senta coinvolta in questa testimonianza di fede, cultura e tradizione rappresentata dal presepe abruzzese.

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