Julius Iannitti originario di mirabello sannitico ma da anni residente a Castellaneta Marina ha aggiunto al suo palmarès una prova che mette alla prova corpo e mente: il completamento dell’Enduroman Arch 2 Arc. La sua impresa unisce tre discipline in sequenza estrema e richiede non solo allenamento fisico prolungato ma anche una straordinaria capacità di adattamento alle condizioni ambientali e logistiche. Iannitti torna spesso a Mirabello per trovare la famiglia: i genitori Gianni e Marilena hanno seguito con emozione la sua impresa.
La gara che ha affrontato è considerata un vero e proprio banco di prova per atleti di endurance. L’Enduroman Arch 2 Arc collega simbolicamente due città iconiche: da Marble Arch a Londra fino all’Arco di Trionfo a Parigi. Il percorso è composto da tre frazioni ben distinte: una corsa iniziale di circa 140 km fino a Dover la successiva traversata a nuoto del Canale della Manica e infine una tappa ciclistica di 300 km sulla costa francese fino al centro di Parigi.
La corsa da Marble Arch a Dover e la traversata della Manica
La prima fase, una corsa di circa 140 km parte dal cuore di Londra a Marble Arch e prosegue verso la costa fino a Dover. Dopo questa prova di resistenza, gli atleti affrontano la frazione di nuoto: la traversata del Canale della Manica è nota per essere una delle più dure al mondo. La distanza teorica è di 34 km ma a causa di correnti e condizioni marine il percorso può estendersi oltre 40-60 km. Iannitti si è distinto soprattutto per aver completato questa parte tra i pochi senza ausilio della muta.
La traversata senza muta e le condizioni dell’acqua
Completare la Manica senza muta è un atto che richiede abituarsi a temperature basse e a correnti insidiose: le acque affrontate durante la prova oscillano tra i 14 e i 18 gradi centigradi. Dalla nascita della manifestazione, avvenuta circa 25 anni fa, Julius è diventato il 67esimo atleta in assoluto a portare a termine l’Enduroman Arch 2 Arc e rientra in un gruppo ristretto di soli 7 atleti che hanno attraversato la Manica senza muta.
La frazione ciclistica e il traguardo a Parigi
Dopo la traversata a nuoto, la tappa finale si sviluppa in bicicletta per circa 300 km dalla costa francese fino a raggiungere l’Arco di Trionfo nel centro di Parigi. Questa parte richiede gestione dell’energia, strategia sul ritmo e capacità di ripresa dopo lo sforzo prolungato del nuoto in acque fredde. La somma delle tre prove rende l’Enduroman Arch 2 Arc una delle competizioni di endurance più impegnative sul panorama internazionale.
Il risultato di Iannitti è stato accolto con orgoglio dalla sua comunità d’origine. L’Amministrazione Comunale di Mirabello Sannitico ha espresso parole di lode per l’atleta: «Un esempio straordinario di dedizione, forza mentale e resilienza che porta il nome del nostro paese sul tetto del mondo dell’endurance. Ti aspettiamo a braccia aperte a Mirabello per festeggiare insieme questo traguardo leggendario». Queste frasi sintetizzano la stima che la comunità e il sindaco riservano a un concittadino che ha saputo rappresentare valori cittadini su scala internazionale.
Oltre al riconoscimento ufficiale, il percorso e i numeri dietro questa impresa evidenziano l’eccezionalità del risultato: combinare 140 km di corsa, una traversata che può superare i 40-60 km effettivi e una frazione ciclistica di 300 km è un esempio di sport dove tecnica, resistenza e preparazione mentale si intrecciano. Per Julius, già residente a Castellaneta Marina si tratta di un traguardo che consolida una carriera fatta di sacrifici e allenamenti mirati, e che oggi gli vale un posto d’onore nella storia dell’Enduroman Arch 2 Arc.



