Un episodio che ha lasciato il segno nella vita di un cittadino molisano è avvenuto nei pressi del distributore automatico della stazione di Milano Lambrate. A raccontarlo è lo stesso protagonista, Luca Petrangelo di Isernia, che ha pubblicato sui social una foto del volto tumefatto e una denuncia pubblica degli eventi che lo hanno visto vittima.
Nel suo messaggio Petrangelo descrive di essere stato avvicinato e picchiato da un gruppo prima di essere derubato del portafoglio; l’episodio ha provocato non solo danni fisici ma anche una forte reazione emotiva e preoccupazione per la sicurezza personale e familiare. La vicenda ha ottenuto anche una presa di posizione politica da parte di Lega Molise.
Il racconto della vittima e le parole pubbliche
Nel post diffuso da Luca Petrangelo si legge una narrazione diretta dell’aggressione: l’uomo racconta di essere stato colpito per pochi soldi e di essersi sentito «inerme e completamente indifeso». Nella sua testimonianza compare una domanda retorica rivolta alla comunità: cosa sarebbe successo se al posto suo ci fosse stata una donna o una persona anziana? Petrangelo sottolinea la difficoltà di spiegare ai propri figli il ritorno a casa con il volto segnato e si definisce, a 42 anni, pronto a denunciare pubblicamente l’accaduto.
Una frase riportata nella sua pubblicazione sintetizza il senso di rivalsa: «Stazione di Milano Lambrate, casa nostra, in Italia.» e ancora: «Non c’è mai fine al peggio!». Nel post viene anche indicato l’importo sottratto: «4 spiccioli», ribadendo l’assurdità dell’aggressione per una cifra così esigua.
Percezione del pericolo e impatto personale
Il racconto mette in evidenza il duplice effetto dell’aggressione: il danno materiale e la ferita psicologica. Petrangelo afferma che, oltre alla perdita economica, la componente più pesante è la sensazione di non essere tutelato e la paura per il futuro dei propri cari. Questo sentimento è esplicitato con parole che pongono l’accento sulla vulnerabilità: «Mi sono sentito inerme e completamente indifeso».
La reazione politica: la nota della Lega Molise
In seguito all’accaduto è intervenuto Ivan Forte commissario regionale vicario della Lega Molise che ha espresso «la più sincera solidarietà e vicinanza a Luca Petrangelo» e gli ha rivolto «A Luca rivolgo l’augurio di una pronta guarigione». Nella nota politica si ribadisce il tema più ampio della sicurezza cittadina, con riferimento a fenomeni che, secondo la dichiarazione, attraversano territori che vanno da Milano a Campobasso.
La posizione della Lega Molise insiste su concetti quali controllo dell’immigrazione, rispetto delle regole e applicazione delle pene: «Chi delinque deve scontare fino in fondo la propria pena» e «Chi entra in Italia deve farlo legalmente». L’esponente politico chiede inoltre maggiori risorse per le forze dell’ordine, riproponendo la necessità di «più uomini e mezzi per le forze dell’ordine» come parte della risposta alle preoccupazioni di sicurezza.
La nota sottolinea anche un punto retorico che compare nel messaggio di condanna: «Difendere la sicurezza non significa essere contro qualcuno.» L’affermazione richiama l’intento di sposare una linea che tuteli i cittadini onesti e le famiglie senza indicare semplicemente un nemico unico, ma collegando il tema della tutela alla legalità e all’ordine pubblico.
Richiamo alla legalità e alla tutela dei cittadini
Nel testo della Lega vengono ripetuti concetti concreti: espulsione per chi non ha titolo, tolleranza zero verso la criminalità e pene certe. Secondo la nota politica, questi provvedimenti dovrebbero contribuire a ridurre la percezione di insicurezza e a prevenire episodi come quello che ha coinvolto Luca Petrangelo alla stazione di Milano Lambrate.
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla presenza di gruppi che creano disagio nelle aree urbane e sulla necessità di un controllo che contempli prevenzione, repressione e supporto alle vittime. Rimangono da accertare le responsabilità individuali attraverso l’attività delle autorità competenti, mentre la vicenda resta simbolo della preoccupazione condivisa da alcuni cittadini e della richiesta di interventi più incisivi sul piano della sicurezza pubblica.



