3 Ottobre 2026 ☀ 17°

Fim-Cisl Abruzzo Molise:

Il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli è in bilico. La Fim-Cisl Abruzzo Molise chiede un piano industriale concreto per garantire occupazione e competitività.

Fim-Cisl Abruzzo Molise:

Lo stabilimento Stellantis di Termoli, storico cuore della produzione di motori del gruppo, si trova ad affrontare un momento critico. La Fim-Cisl abruzzo molise ha sollevato un allarme preoccupante: senza decisioni concrete e tempestive, il rischio di un progressivo ridimensionamento è reale. Il sindacato ha riunito i delegati dello stabilimento per discutere la situazione e condividere le iniziative necessarie a tutelare l’occupazione.

L’investimento nel cambio eDCT non basta

Il direttivo della Fim-Cisl Abruzzo Molise ha espresso chiaramente la propria posizione: “Non è più rinviabile un’assunzione di responsabilità da parte del gruppo Stellantis”. L’annuncio relativo alla produzione del cambio eDCT è stato riconosciuto come un investimento importante, ma non sufficiente a garantire la piena salvaguardia degli impianti e dei livelli occupazionali. “Da solo non è sufficiente a garantire la piena salvaguardia degli impianti, delle professionalità e dei livelli occupazionali”, hanno sottolineato i rappresentanti sindacali.

La necessità di una riconversione industriale

Per il sindacato, è arrivato il momento di aprire una discussione seria sulla riconversione industriale del sito. “Batterie, nuove tecnologie, componentistica per la mobilità del futuro o qualsiasi altra produzione strategica: ciò che conta è costruire una prospettiva industriale credibile”, hanno affermato. La Fim-Cisl ha ribadito che non si può assistere passivamente allo svuotamento di uno stabilimento che rappresenta un patrimonio industriale costruito in oltre cinquant’anni di storia. “Ogni mese che passa senza decisioni concrete rende più difficile recuperare competitività e attrarre nuovi investimenti”, hanno aggiunto.

Il futuro dello stabilimento e il ruolo del Governo

La Fim-Cisl ha puntato il dito anche contro il Governo, accusato di dedicare un’attenzione insufficiente al comparto automotive in una fase decisiva per il futuro del settore. “Non accetteremo un futuro scritto senza i lavoratori”, ha dichiarato Marco Laviano, segretario interregionale della Fim-Cisl Abruzzo Molise. Il sindacato ha richiesto l’apertura immediata di un tavolo nazionale che coinvolga Stellantis, Governo e istituzioni, con l’obiettivo di definire un piano industriale verificabile e condiviso.

La transizione energetica europea è un tema cruciale, ma la Fim-Cisl ha ribadito che il passaggio all’elettrico deve essere accompagnato da una vera politica industriale. “La sostenibilità ambientale non può essere costruita sacrificando quella sociale e industriale”, hanno affermato i rappresentanti sindacali. Il sindacato ha sottolineato che il rischio è quello di trasformare la transizione ecologica in una crisi occupazionale senza precedenti.

Il documento della Fim-Cisl si chiude con un appello che suona anche come un avvertimento. “Il tempo delle ambiguità è finito”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, ribadendo che il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie non può essere affidato all’incertezza. La presa di posizione della Fim-Cisl arriva in un momento particolarmente delicato per il sito di Termoli, già al centro del dibattito nazionale dopo il ridimensionamento del progetto della gigafactory e le numerose richieste di chiarimenti avanzate negli ultimi mesi da sindacati, istituzioni e rappresentanti politici.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 13 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 3 Ottobre