Le indagini sull’avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia di Pietracatella, stanno facendo passi avanti significativi. Secondo fonti investigative, gli inquirenti avrebbero già un nome in mente, ma stanno ancora cercando le prove scientifiche decisive per confermare le loro ipotesi.
La Questura di Campobasso è al centro delle operazioni. Nel pomeriggio di lunedì 13 luglio, tre persone sono state convocate per essere sentite dagli investigatori. Si tratta di individui legati alla famiglia delle vittime, tra cui un uomo e due donne. Un quarto individuo, estraneo ai vincoli di parentela, potrebbe essere coinvolto nell’estrazione della ricina.
Le indagini scientifiche e i risultati attesi
Gli accertamenti scientifici sono fondamentali per risolvere il caso. Gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino stanno analizzando campioni biologici e alimenti sequestrati per ricostruire la catena degli eventi. Inoltre, sono in corso esami sui cellulari delle persone convocate, con particolare attenzione alle celle agganciate nei pressi del lago di Occhito, dove sono state rinvenute piante di ricino.
Un’ulteriore ispezione è stata effettuata sabato 11 luglio presso l’abitazione di Pietracatella. Gli investigatori hanno dichiarato di sapere chi ha ucciso Antonella e Sara, ma necessitano di prove scientifiche per dimostrarlo. La perizia autoptica, depositata alla Procura di Larino, conferma che i decessi sono stati causati da dosi letali di ricina, assunta tra il 23 e il 24 dicembre 2026.
Testimonianze e moventi possibili
Le testimonianze stanno giocando un ruolo cruciale nelle indagini. Franco, titolare di una struttura ricettiva e amico di Antonella e Gianni Di Vita, ha dichiarato che la coppia era felice. Ha anche chiarito che la pianta di ricino è spontanea e non coltivata, trovata nella proprietà di un agricoltore per tenere lontane le talpe.
Un’altra testimonianza importante è quella di Laura Di Vita, cugina di Gianni. Gli inquirenti le hanno chiesto perché i rapporti con Antonella si fossero interrotti. Inoltre, è emerso che alcune persone vicine alla famiglia avrebbero effettuato un viaggio all’estero nei giorni successivi alla tragedia.
Il ruolo del parroco e il segreto di Antonella
Don Salvatore Fracassi, parroco di Macchia e Pietracatella, è stato convocato in Procura. Secondo le indiscrezioni, Antonella avrebbe scoperto un segreto che l’ha turbata al punto da decidere di separarsi dal marito. Questo dettaglio potrebbe essere la chiave di volta del caso.
Le indagini proseguono a tutto campo, con ulteriori ispezioni previste nei pressi del lago di Occhito e in altri comuni della provincia di Campobasso. Gli inquirenti sono determinati a evitare un Garlasco Bis e a trovare le prove decisive per risolvere il mistero della ricina.



