Campobasso è al centro di una vivace protesta da parte dei movimenti giovanili del centrodestra. La scintilla che ha acceso la polemica è l’ordinanza firmata dal sindaco Forte, che impone lo stop alla musica a mezzanotte nei giorni feriali e all’1.30 nel fine settimana. Una decisione che ha scatenato la reazione unanime di Lega GiovaniGioventù NazionaleForza Italia Giovani e Noi Moderati Giovani.
I giovani del centrodestra campobassano non hanno usato mezzi termini per esprimere la loro ferma opposizione al provvedimento. Secondo loro, questa ordinanza rappresenta una scorciatoia amministrativa che non risolve i problemi reali, ma punisce un intero settore e una generazione di giovani. “Campobasso non merita questa paralisi forzata”, dichiarano all’unisono i movimenti giovanili.
Le ragioni della protesta: economia e socialità a rischio
Le critiche dei movimenti giovanili si concentrano su diversi aspetti. Innanzitutto, spegnere la musica così presto significa desertificare il centro storico danneggiando i commercianti che investono sul territorio. Inoltre, si teme che i giovani cerchino divertimento altrove, con tutti i rischi connessi alla sicurezza stradale.
“Chiediamo un passo indietro immediato e l’apertura di un tavolo di confronto serio e inclusivo”, affermano i rappresentanti dei movimenti. Secondo loro, la sicurezza e il decoro urbano vanno garantiti attraverso un maggiore controllo del territorio una migliore illuminazione e una programmazione culturale strategica non attraverso divieti e sanzioni fino a 500 euro.
La richiesta di un confronto inclusivo
I movimenti giovanili sottolineano che il diritto al riposo dei residenti deve essere tutelato, ma non a discapito della sopravvivenza economica delle attività notturne e del diritto allo svago dei cittadini. “Campobasso deve tornare a essere un capoluogo attrattivo, vivo e dinamico”, dichiarano.
Per questo, i movimenti giovanili del centrodestra annunciano una mobilitazione congiunta e sono pronti a sostenere ogni iniziativa utile a far sentire la voce dei giovani e degli operatori commerciali. “Diciamo un ‘no’ collettivo e unitario a una gestione della città che guarda al passato anziché al futuro”, concludono.



