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Nuove nomine tossicologiche e chimico forensi nell’indagine su Pietracatella

Procura incarica il direttore del Centro Antiveleni di Pavia e un chimico forense per verificare la compatibilità delle risultanze con un'ingestione di ricina

Nuove nomine tossicologiche e chimico forensi nell’indagine su Pietracatella

Il fascicolo sul caso di Pietracatella, dove madre e figlia sono decedute in circostanze compatibili con un avvelenamento da ricina, entra in una nuova fase tecnica. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha deciso di aggiungere ulteriori figure specialistiche al gruppo di consulenti già operante, con l’obiettivo di chiarire in modo più approfondito la natura delle evidenze biologiche e dei reperti in sequestro.

La scelta intende colmare una necessità tecnica: alcune verifiche sono considerate accertamenti tecnici non ripetibili, cioè procedure che, una volta eseguite, non possono essere replicate con gli stessi materiali. Per questo motivo la Procura ha ritenuto opportuno coinvolgere esperti con competenze specifiche in tossicologia e chimica forense.

Le nomine e i professionisti chiamati

Nel provvedimento firmato dalla procuratrice sono stati indicati il professor Carlo Locatelli, attuale direttore del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, e il professor Daniele Merli. Locatelli è lo specialista collegato alle analisi che avevano rilevato tracce di ricina nei campioni biologici delle vittime; l’affiancamento del professor Merli mira a integrare il profilo chimico-forense degli esami. Le nomine sono state notificate sia agli avvocati delle persone indagate sia ai legali delle parti offese, affinché possano esercitare il diritto di nominare propri consulenti di parte.

Modalità operative e tempistica

Il conferimento ufficiale dell’incarico avverrà con una procedura in Questura: è previsto un atto formale per il quale è stata fissata un’udienza davanti agli uffici della Questura di Campobasso, dove si procederà all’affidamento e alla definizione dei compiti. Nel provvedimento si cita espressamente il provvedimento del 12 maggio come base per l’ampliamento del collegio consulente, e si specifica che le parti possono presentare osservazioni e nominare periti di fiducia.

Obiettivi tecnici degli accertamenti

Il fine principale delle indagini tecniche è verificare la compatibilità delle risultanze autoptiche con un’ipotesi di ingestione di ricina e confrontare tali esiti con i reperti sequestrati. Poiché la ricina è una sostanza il cui residuo può degradarsi rapidamente nelle matrici biologiche, il dato quantitativo può assumere un valore orientativo più che definitivo; per questo sono richieste metodologie analitiche mirate e competenze interdisciplinari tra tossicologia e chimica forense.

Problemi scientifici e letteratura disponibile

Il documento della Procura sottolinea la marcata degradabilità dell’analita nelle matrici biologiche e la limitata disponibilità di casi analoghi in letteratura, fattori che rendono complesso il confronto e l’interpretazione dei risultati. Per questa ragione l’azione dei consulenti dovrà bilanciare l’analisi strumentale con criteri interpretativi condivisibili, valutando con attenzione l’affidabilità dei dati e la possibilità di correlare chimicamente i reperti alle risultanze autoptiche.

Consulenti già nominati e confronto interdisciplinare

Le nuove figure tecniche si aggiungono ai consulenti originari incaricati dalla Procura: la dottoressa Benedetta Pia De Luca e il dottor Giovanni Battista Laterza. L’intenzione è creare un team che combini competenze mediche-legali, tossicologiche e chimico-forensi per sviluppare un quadro probatorio il più possibile solido e completo. Il confronto tra i diversi periti sarà determinante per stabilire la compatibilità tra esposizione a ricina e i segni rilevati durante l’autopsia.

Diritti delle parti e futuri passaggi procedurali

La Procura ha ribadito che tutte le parti coinvolte nel procedimento possono nominare consulenti di parte per assistere o controperizzare gli esami tecnici. Gli accertamenti tecnici non ripetibili eseguiti con la supervisione dei periti costituiscono tappe fondamentali: le risultanze ottenute saranno poi acquisite al fascicolo e potranno orientare l’evoluzione delle indagini, sia sul piano delle ipotesi di reato sia rispetto a eventuali sviluppi investigativi successivi.

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