3 Ottobre 2026 🌤 22°

Esperti italiani e tedeschi tornano nella casa di via Risorgimento

Gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino e della Polizia Scientifica italiana tornano a Pietracatella per nuovi sopralluoghi nell'abitazione di via Risorgimento, dove sono morte Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita

Esperti italiani e tedeschi tornano nella casa di via Risorgimento

Le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella stanno per entrare in una fase cruciale. Gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, insieme alla Squadra Mobile e alla Polizia Scientifica di Campobasso, torneranno nell’abitazione di via Risorgimento per una serie di sopralluoghi che potrebbero protrarsi per più giorni. L’obiettivo è individuare eventuali tracce residue di ricina su superfici, arredi e indumenti, confrontando i risultati con le analisi di laboratorio già in corso in Germania.

Sopralluoghi tecnici nell’abitazione di via Risorgimento

I sopralluoghi, previsti per giovedì 30 luglio, rappresentano uno dei passaggi centrali dell’inchiesta. Gli esperti tedeschi dovrebbero arrivare a Campobasso tra martedì 28 e mercoledì 29 luglio per predisporre le attività operative. La Procura di Larino aveva indicato come periodo previsto per gli accessi i primi giorni del mese di agosto 2026, ma gli esperti sono arrivati con qualche giorno di anticipo.

Gli esperti indosseranno materiali idonei alla protezione individuale da eventuale contaminazione ambientale e tutte le operazioni verranno filmate. Le persone interessate potranno Gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, la polizia tedesca e quella italiana lavoreranno nella casa della famiglia Di Vita per cercare tracce del veleno che nel dicembre scorso ha ucciso Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi.

La consulenza medico-legale e le responsabilità sanitarie

Parallelamente, prosegue la rilettura della consulenza medico-legale depositata nelle scorse settimane. Un elaborato di oltre 800 pagine che ricostruisce nel dettaglio l’evoluzione clinica di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, individua nella ricina la causa del decesso di entrambe e affronta anche il procedimento parallelo aperto per omicidio colposo nei confronti di cinque sanitari.

La relazione affronta anche il tema delle responsabilità sanitarie, distinguendo nettamente due aspetti. Da un lato afferma che, al primo accesso in Pronto soccorso, non era esigibile una diagnosi specifica di avvelenamento da ricina, considerata l’eccezionalità della patologia e l’assoluta aspecificità del quadro clinico iniziale. Dall’altro evidenzia che alcuni elementi clinici e laboratoristici avrebbero dovuto indurre a una gestione più prudente delle pazienti, con una prosecuzione dell’osservazione, rivalutazioni seriali e un monitoraggio più stretto dell’evoluzione clinica.

Le dichiarazioni della direttrice del Pronto soccorso

Tra gli atti richiamati nella relazione figura anche il verbale di sommarie informazioni della direttrice del Pronto soccorso del Cardarelli. La dirigente sanitaria ricostruisce il quadro iniziale delle condizioni di salute di Antonella Di Ielsi caratterizzato da vomito ripetuto, astenia e dolore addominale, con una paziente vigile, orientata e classificata con codice azzurro. Riferisce inoltre che la terapia reidratante fu avviata immediatamente, ancora prima dell’esito degli esami ematochimici, e che durante la permanenza in Pronto soccorso le condizioni cliniche apparvero sostanzialmente stabili.

Le indagini continuano

Mentre i consulenti continuano a esaminare gli ultimi aspetti tecnico-scientifici e gli investigatori proseguono le audizioni e le verifiche incrociate sui verbali raccolti in questi mesi, l’attenzione si concentra ora sui nuovi sopralluoghi nell’abitazione di Pietracatella. Sarà da quell’attività, insieme agli esiti definitivi del Robert Koch Institut, che la Procura conta di acquisire gli ultimi riscontri necessari per completare il quadro probatorio dell’inchiesta.

Nel frattempo, a Pietracatella continuano a rincorrersi ricostruzioni e convinzioni spesso diametralmente opposte. Il piccolo centro di poco più di mille abitanti appare ormai diviso in due filoni di pensiero, sebbene non di pari consistenza. Da una parte c’è chi continua a ritenere che la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara possa essere stata il tragico risultato di un incidente. L’altro orientamento, decisamente più diffuso tra le persone vicine alla famiglia Di Ielsi e, soprattutto, in linea con l’ipotesi investigativa sulla quale lavora la Procura, è invece quello dell’omicidio premeditato mediante l’utilizzo del veleno.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 41 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 3 Ottobre