Tra le onde del mare Adriatico e le strade di Termoli, si cela una storia di fede e mistero che affonda le sue radici nel tempo. San Basso, patrono della città e protettore dei marinai, è una figura avvolta da leggende e scoperte storiche che continuano a suscitare curiosità e devozione.
La sua festa, celebrata il 4 agosto e il 5 dicembre è un momento di grande importanza per la comunità termolese, che onora il santo con processioni solenni e riti tradizionali. Ma chi era davvero San Basso e quale è la sua storia?
Le origini e il culto di San Basso
Secondo la tradizione, il corpo di San Basso giunse a Termoli in modo miracoloso. Una leggenda narra che un’imbarcazione con a bordo le spoglie del santo approdò casualmente al largo della città, e che i pescatori termolesi recuperarono la cassa contenente i resti mortali dal mare in tempesta. Questo evento straordinario diede inizio a un culto che, nel corso dei secoli, si è radicato profondamente nella vita della comunità.
La festività più solenne si tiene il 4 agosto in ricordo dell’arrivo del sacro deposito a Termoli. La celebrazione ha inizio con una suggestiva processione a mare il 3 agosto e si conclude con una grande processione cittadina il giorno seguente. Ogni cinque anni, a partire dal 1929 durante questa processione viene portata a spalla l’urna contenente i resti mortali di San Basso.
La ricognizione delle reliquie
Nel corso degli anni, il sacro deposito è stato oggetto di studi e ricerche. Tra la fine del 2000 e i primi mesi del 2001 fu disposta la ricognizione delle reliquie, affidata al prof. Luigi Capasso, antropologo dell’Università di Chieti. Gli interventi di restauro e conservazione, uniti a un approfondito studio antropologico, hanno prodotto risultati molto interessanti.
Gli esami hanno rivelato che i resti mortali appartenevano a una persona di statura alta e particolarmente robusta, di sesso maschile, deceduta tra i 40 e i 45 anni. Tuttavia, non sono emerse tracce evidenti legate al martirio, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di mistero alla figura di San Basso.
Le iscrizioni e le scoperte storiche
Le informazioni su San Basso sono scarse e frammentarie. Le uniche fonti certe sono costituite dalle quattro iscrizioni ritrovate quando il sacro deposito tornò alla luce. Queste iscrizioni rivelano che San Basso era un vescovo e un martire ma poco altro è certo.
Tra gli antichi documenti riguardanti il santo, spiccano una statua in pietra scolpita sul portale della cattedrale termolese, costruita tra il XII e il XIII secolo, e una scultura lignea quattrocentesca, entrambe raffiguranti San Basso con le insegne episcopali. Questi manufatti artistici contribuiscono a mantenere viva la memoria del santo e a alimentare il culto che lo circonda.
Le controversie storiche
La figura di San Basso è avvolta da numerose controversie storiche. Alcuni studiosi ritengono che il patrono di Termoli sia stato il vescovo di Nizza martirizzato nel 250 circa, come vuole la tradizione popolare. Tuttavia, studi recenti mettono in dubbio questa attribuzione, complicando ulteriormente la questione.
Un altro elemento che aggiunge complessità alla vicenda è il culto di un San Basso a Cupra Marittima, anch’egli ritenuto vescovo e martire di Nizza. Inoltre, anche a Lucera è venerato un San Basso, considerato fondatore della diocesi lucerina nel I secolo. Tuttavia, eminenti storici contemporanei escludono la presenza di un vescovo di nome Basso a Lucera, facendola risalire a un tentativo di nobilitare l’origine della diocesi pugliese.
La storia di San Basso di Termoli è un intreccio di fede, leggende e misteri che continuano a suscitare interesse e devozione. Le processioni, le scoperte storiche e le controversie intorno alla sua figura rendono questo santo un simbolo unico e affascinante per la comunità termolese e non solo.



