In un piccolo comune del Molise, Pietracatella, si sta svolgendo un’indagine delicata e complessa. Dopo la morte di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara, avvenuta a fine dicembre 2026, gli investigatori stanno cercando di fare luce su un caso di avvelenamento da ricina. Oggi, gli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino, Christian Herzog e Sylvia Worbs, insieme al tossicologo forense Luca Morini, sono entrati nell’abitazione della famiglia Di Vita per cercare tracce del veleno.
La casa, posta sotto sequestro, è stata già ispezionata in passato, ma oggi si prospetta un tassello fondamentale nel giallo di Pietracatella. Gli esperti tedeschi, con competenze specifiche su tossine pericolose, hanno il compito di rilevare la sostanza dopo mesi, scandagliando ogni angolo dell’abitazione.
Il sopralluogo degli esperti tedeschi
Il sopralluogo, iniziato alle 9 di questa mattina, è un accertamento tecnico irripetibile. Gli specialisti indosseranno materiali di protezione individuale per evitare possibili contaminazioni ambientali durante le attività di ricerca. Le operazioni saranno filmate e trasmesse in diretta, consentendo alle parti coinvolte nell’inchiesta di assistere da remoto mediante attrezzature e mezzi tecnici messi a disposizione dalla procura.
Gli esperti analizzeranno diversi elementi presenti nell’abitazione: mobili, suppellettili, pavimenti, superfici, arredi e indumenti. Le verifiche riguarderanno anche possibili tracce presenti su alimenti e bevande. I risultati saranno poi confrontati con gli altri elementi già raccolti dagli inquirenti, tra cui circa 70 reperti sequestrati nei mesi scorsi e i campioni biologici, gli abiti e i resti di cibo inviati a Berlino per le analisi scientifiche e di laboratorio.
La ricerca di tracce microscopiche
La ricerca di tracce microscopiche del veleno nell’ambiente domestico è un compito particolarmente delicato. Gli specialisti dovranno rilevare eventuali residui della tossina nell’abitazione dove vivevano madre e figlia. La procura di Larino indaga per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico. Al momento, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati e il procedimento resta contro ignoti.
Le nuove audizioni
Negli ultimi tre giorni, si sono susseguite attività importanti in Questura a Campobasso. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha sentito un’insegnante, conoscente della famiglia Di Vita, e suo marito. La coppia era già stata convocata nelle settimane passate. Si cercano riscontri a elementi emersi di recente. Sempre in questura, la procuratrice ha sentito la donna di Pietracatella che qualche settimana fa era stata denunciata per favoreggiamento.
Le indagini stanno cercando di ricostruire il contesto nel quale è maturato il duplice omicidio. Secondo l’ipotesi investigativa, l’avvelenamento sarebbe avvenuto proprio nell’abitazione di via Risorgimento, tra il 23 e il 24 dicembre dello scorso anno. Le condizioni di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sarebbero poi peggiorate nei giorni successivi, fino alla morte di entrambe.
Restano però ancora da chiarire diversi aspetti dell’inchiesta: come sia stata somministrata la sostanza, chi abbia potuto avere accesso alla ricina e quale sia il movente del duplice omicidio. Gli investigatori stanno inoltre verificando se il veleno fosse destinato soltanto alle due donne o se altre persone della famiglia possano essere entrate in contatto con la tossina.
Il sopralluogo di oggi rappresenta quindi un nuovo passaggio nell’inchiesta: gli esperti cercheranno nella casa elementi utili a ricostruire la dinamica di due morti ancora senza un responsabile.



