La questione dell’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo ha compiuto un passo decisivo. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso presentato dal Comitato promotore, annullando il provvedimento con cui l’ente provinciale aveva bloccato l’iter del referendum. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro amministrativo e territoriale di Isernia.
La vicenda ha radici nel 2026, quando il Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia all’Abruzzo raccolse oltre 5.000 firme a sostegno della propria proposta. Tra gli obiettivi principali, i promotori indicavano il miglioramento dei servizi, in particolare sanità e infrastrutture, il contrasto allo spopolamento e una maggiore integrazione territoriale.
Il percorso del Comitato e il diniego della Provincia
Dopo la consegna della petizione alla Provincia, l’iter si era arenato lo scorso dicembre. Il segretario generale dell’ente aveva comunicato ai promotori l’improcedibilità della richiesta, motivandola con la mancanza nel carteggio della proposta deliberativa ritenuta necessaria per avviare l’istruttoria. Di fronte a questo diniego, il Comitato non si era arreso e aveva presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
La decisione del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato, nel parere espresso sulla vicenda, ha ritenuto il provvedimento della Provincia viziato da carenza di motivazione ed eccesso di potere. Una decisione che ha aperto la strada alla ripresa dell’iter e che ha suscitato reazioni immediate. Antonio Bucci presidente del Comitato, ha commentato all’ANSA: “Siamo di fronte all’ennesima conferma dell’inconsistenza delle tesi sostenute dalla Provincia di Isernia”.
Le prossime mosse e la volontà popolare
Ora la palla passa al Consiglio provinciale di Isernia, che dovrà pronunciarsi sulla volontà popolare espressa attraverso la petizione. Bucci ha sottolineato che, in caso di voto contrario all’indizione del referendum, il Consiglio dovrà motivare la propria decisione. “Non si può ignorare e contrastare la volontà popolare” ha affermato con determinazione il presidente del Comitato.
Il Comitato, intanto, ha fatto sapere che continuerà il percorso avviato, indipendentemente dalla decisione del Consiglio provinciale. Una posizione che riflette la determinazione dei promotori e che potrebbe portare a ulteriori sviluppi in questa complessa vicenda amministrativa.



