Dal 16 agosto al 29 settembre, le acque di Termoli e dell’Adriatico centrale e meridionale vedranno una pausa forzata per le imbarcazioni dedite alla pesca a strascico. Questo provvedimento, stabilito dal ministero competente, prevede lo stop alle attività con attrezzi da traino come reti gemelle e divergenti. L’obiettivo è permettere alle risorse ittiche di rigenerarsi dopo i mesi di intensa attività.
Il Fermo pesca non significa però che i consumatori dovranno rinunciare al pesce fresco. Le imbarcazioni che utilizzano sistemi di pesca non interessati dal provvedimento continueranno a operare, garantendo una parte dell’offerta. Inoltre, il mercato potrà essere integrato con il pescato proveniente da altre marinerie o da importazioni, dove necessario.
Le misure di tutela per il mare
Il piano di gestione prevede ulteriori misure di tutela, come le limitazioni all’uso degli attrezzi da traino nelle aree costiere più vicine alla riva e sui fondali meno profondi. Durante i periodi di attività, resteranno in vigore specifici limiti relativi alle giornate di pesca e ai tempi di navigazione. Queste misure mirano a proteggere le specie ittiche e a garantire una pesca sostenibile.
L’impatto sul mercato del pesce fresco
Il fermo pesca arriva in piena stagione estiva, quando la domanda di pesce fresco aumenta significativamente grazie al turismo e all’attività della ristorazione. Per pescherie, ristoranti e consumatori, si apre una fase in cui una parte dell’offerta sarà legata alle catture delle flotte non interessate dal provvedimento e alla disponibilità di prodotto proveniente da altre zone.
Per la marineria termolese, i 45 giorni di pausa forzata rappresentano un momento di riflessione e di adattamento. Tuttavia, l’obiettivo finale è contribuire alla tutela e alla ricostituzione delle risorse del mare, in vista della ripresa dell’attività al termine del periodo di fermo. Questo provvedimento è un passo importante verso una pesca più sostenibile e rispettosa dell’ambiente marino.



