La questione della pediatria ad Agnone ha acceso un acceso dibattito, con il sindaco Daniele Saia al centro della polemica. Ma quali sono i fatti reali dietro questa controversia? Scopriamo insieme la verità, tra norme nazionali e soluzioni concrete.
La situazione ad Agnone è complessa e richiede un’analisi attenta per comprendere le dinamiche in gioco. In questo articolo, esploreremo i dettagli della vicenda, partendo dalle dichiarazioni del sindaco fino ad arrivare alle normative che regolano la distribuzione dei pediatri.
La dichiarazione di carenza e le norme nazionali
A inizio 2026, Agnone è stata dichiarata zona carente di pediatria di libera scelta. Questo status è stato assegnato in base a criteri precisi, stabiliti dalla normativa nazionale e dall’Accordo Collettivo Nazionale per la Pediatria. Le zone carenti non sono decise in base a preferenze politiche, ma in base al numero di assistiti potenziali.
Il sindaco Daniele Saia ha criticato questa decisione, ma è importante ricordare che le norme sono chiare: le zone carenti si decidono in base a criteri oggettivi, non a preferenze personali. Il Comitato Aziendale per la Pediatria, insieme alle Organizzazioni Sindacali, applica queste regole in modo rigoroso.
Il ruolo dell’amministrazione comunale
Un aspetto cruciale della vicenda è il ruolo dell’amministrazione comunale. Il sindaco Saia ha criticato la decisione, ma è importante ricordare che rendere attrattiva una sede è anche compito dell’Amministrazione. Se un pediatra designato non si è presentato alla firma del contratto, l’amministrazione deve lavorare per trovare soluzioni.
La mancanza di un pediatra titolare ad Agnone dal 2023, dopo il pensionamento del dott. Cutrone, non è il risultato di un complotto, ma di una serie di circostanze che richiedono soluzioni concrete. L’amministrazione deve lavorare per rendere la sede di Agnone attraente per i nuovi pediatri.
Le soluzioni concrete per Agnone
Nonostante le critiche del sindaco Saia, ci sono soluzioni concrete in atto per risolvere il problema della mancanza di un pediatra ad Agnone. Isernia e Venafro sono state individuate come zone carenti perché hanno un alto numero di potenziali assistiti scoperti. I pediatri che si assicureranno quelle zone dovranno garantire l’apertura di un ambulatorio ad Agnone.
Questa soluzione è scritta nella delibera, nell’avviso e nel contratto che firmeranno i pediatri. È una modalità che diventa estremamente attrattiva per i professionisti: potranno acquisire il numero maggiore di assistiti a Isernia e Venafro e, con gli assistiti di Agnone, arrivare al massimale. Avranno più pazienti, più stabilità e più convenienza a restare.
Questa è la soluzione tecnica che risolve il problema, altro che ‘Agnone cancellata’. È esattamente quello che serve per portare finalmente un medico stabile in Alto Molise. Il sindaco Saia lo sa benissimo, ma preferisce strumentalizzare la salute dei bambini per la sua campagna elettorale.
I cittadini di Agnone hanno bisogno di un pediatra, non di un sindaco-influencer che annuncia ricorsi al TAR sui social. Agnone avrà il suo pediatra, nonostante la propaganda del sindaco Saia.
Roberto Di Pardo, consigliere regionale, ha espresso chiaramente la sua posizione sulla vicenda, sottolineando l’importanza di concentrarsi sulle soluzioni concrete piuttosto che sulle polemiche politiche.



