La vicenda di Salvatore Ocone, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Elisa Polcino e il figlio Cosimo di 15 anni a Paupisi, ha raggiunto un punto cruciale con il deposito della perizia psichiatrica. La relazione, redatta dal dottor Vincenzo Scarallo del Cotugno di Napoli, ha stabilito che Ocone era capace di intendere e volere al momento dei fatti. Questa conclusione potrebbe avere un impatto significativo sul processo in corso a Benevento.
La tragedia si è consumata il 30 nella casa di famiglia a Paupisi, un piccolo paese alle porte di Benevento. Ocone ha colpito la moglie e il figlio con un masso di una decina di chili, mentre la figlia Antonia, ridotta in fin di vita, è riuscita miracolosamente a sopravvivere. La giovane è stata sottoposta a un lungo trattamento al Neuromed di Pozzilli ed è tornata a casa solo lo scorso marzo.
La perizia psichiatrica e le dichiarazioni di Ocone
Durante i colloqui in carcere, Ocone ha spiegato di aver ucciso la moglie perché la riteneva posseduta dal demonio. La perizia, tuttavia, ha rilevato che l’imputato conservava i principali parametri funzionali della mente. Il dottor Scarallo, incaricato dal presidente della Corte di Assise di Benevento Sergio Pezza, ha concluso che Ocone era in grado di stare coscientemente in giudizio.
La relazione, depositata in vista dell’udienza del 16 settembre 2026, ha suscitato grande interesse. La discussione finale di accusa e difesa è fissata per il 30 settembre 2026, lo stesso giorno della strage. La sentenza, quindi, potrebbe essere emessa in una data simbolica e significativa per la vicenda.
Il processo e le prossime udienze
Il processo a Salvatore Ocone è in corso presso la Corte di Assise di Benevento. L’udienza del 16 settembre vedrà la deposizione del dottor Scarallo, che sarà ascoltato dai giudici popolari. La discussione finale e la sentenza sono attese per il 30 settembre, una data che ricorda tristemente la tragedia che ha sconvolto Paupisi.
La vicenda ha suscitato grande emozione nella comunità locale. La figlia Antonia, sopravvissuta al massacro, ha dovuto affrontare un lungo percorso di riabilitazione. La sua testimonianza potrebbe essere cruciale per il processo, anche se al momento non è chiaro se sarà chiamata a deporre.
La perizia psichiatrica ha sollevato anche questioni etiche e giuridiche. La capacità di intendere e volere è un elemento fondamentale per la determinazione della responsabilità penale. In questo caso, la conclusione del dottor Scarallo potrebbe avere un impatto significativo sulla sentenza.
La vicenda di Salvatore Ocone è un esempio tragico di come la mente umana possa essere influenzata da deliri e allucinazioni. La perizia psichiatrica ha cercato di fare luce su questi aspetti, ma le domande rimangono molte. La sentenza del 30 settembre potrebbe fornire alcune risposte, ma lascerà sicuramente aperte altre interrogative.



