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Diffida dei cittadini di Campobasso per la nuova legge sul rumore notturno

Duecento cittadini di Campobasso hanno inviato una diffida al Comune perché la nuova norma estende la musica notturna, minacciando il diritto al riposo.

Diffida dei cittadini di Campobasso per la nuova legge sul rumore notturno

Il 31 agosto scorso il Consiglio comunale di Campobasso ha approvato una modifica al Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana aggiungendo un articolo 23 che dilata gli orari consentiti per la diffusione sonora all’esterno dei locali. La decisione ha subito suscitato un contraccolpo: più di 200 abitanti hanno redatto una formale diffida rivolta al Sindaco, alla Prefettura, alla Questura, alla Polizia Locale e ad ARPA Molise, denunciando quello che definiscono una grave violazione del diritto alla salute e al riposo garantito dall’articolo 32 della Costituzione.

Dettagli del nuovo articolo 23 e i relativi orari di rumore

L’emendamento prevede che la musica e altri suoni amplificati possano essere trasmessi fino all’1 di notte per 235 giorni all’anno, mentre per i restanti 130 giorni l’orario di chiusura è spostato alle 2 di notte. Questa estensione interessa soprattutto i centri storici e il quartiere murattiano, dove numerosi bar, ristoranti e locali con dehor sono particolarmente esposti alla popolazione residente. I firmatari della diffida sostengono che la norma contraddice il principio di prevalenza della tutela della salute rispetto agli interessi economici delle attività commerciali, un principio ribadito dal parere n. 2075/2021 del Consiglio di Stato.

Le richieste dei cittadini e le lacune nei controlli

Nel documento presentato, i cittadini denunciano una “carenza di controlli” nelle ore serali e notturne, evidenziando che il servizio di Polizia Locale termina alle 20 e che manca un piano sistematico di rilevazioni fonometriche nelle fasce orarie più critiche. Tra le richieste formulate figurano la creazione di una sorveglianza continuativa, l’affidamento di controlli periodici ad ARPA Molise e l’applicazione di ordinanze contingibili ai sensi dell’articolo 9 della legge quadro sull’inquinamento acustico.

Le richieste concrete avanzate nella diffida

I firmatari chiedono il ripristino del divieto di diffusione sonora all’esterno tra mezzanotte e le 8 del mattino il divieto di somministrazione e consumo di cibo e bevande all’aperto tra mezzanotte e le 7, e una verifica della regolarità di tutti i dehors presenti sul territorio. Inoltre, hanno fissato un termine di trenta giorni per ricevere una risposta scritta: in mancanza, promettono di intraprendere ulteriori iniziative per tutelare la quiete pubblica e il diritto alla salute.

La questione ha riacceso il dibattito sul bilanciamento tra vita notturna e qualità della vita nei centri urbani. Da una parte, gli esercenti sostengono che l’estensione degli orari possa favorire il turismo e l’economia locale; dall’altra, i residenti ricordano che il “rumore notturno” è una delle principali cause di disturbi del sonno, con ricadute su salute fisica e mentale. Il confronto tra le parti potrebbe trasformarsi in una discussione più ampia sull’inquinamento acustico e sulla necessità di strumenti di monitoraggio più efficaci.

Al momento, la risposta dell’Amministrazione comunale non è ancora pervenuta. Nel frattempo, ARPA Molise è stata sollecitata a predisporre uno studio preliminare sulla dispersione sonora nelle zone più affollate, mentre la Polizia Locale è stata invitata a rivedere gli orari di servizio per garantire una presenza più costante durante le ore critiche. Resta da vedere se le pressioni dei cittadini riusciranno a far rivedere il Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana o se la normativa rimarrà invariata, con possibili ricadute sulla qualità della vita dei campobassesi.

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