Il nuovo appuntamento di Quarto Grado va in onda venerdì 25 settembre alle 21.30 su Rete 4. Condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, il programma torna a dare spazio a tre indagini che hanno dominato i titoli degli ultimi mesi: l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, le morti per ricina a Campobasso e la profanazione della tomba di Pamela Genini. Il format, già noto per la sua capacità di ricostruire i dettagli più oscuri, promette di offrire nuove prospettive, con la partecipazione di esperti legali, forensi e giornalistici.
Il caso Garlasco sotto la lente di Quarto Grado
Il punto focale della puntata è la vicenda di Garlasco dove la procura sta valutando se Andrea Sempio debba essere effettivamente rinviato a giudizio. La nuova inchiesta di Quarto Grado approfondisce le ultime prove raccolte, tra cui le ricostruzioni forensi della scena del crimine e le testimonianze che hanno alimentato il dibattito pubblico fin dal 2007, quando Alberto Stasi fu temporaneamente arrestato per l’omicidio della stessa Chiara Poggi. Gli ospiti, tra cui l’avvocato Carmelo Abbate e la giornalista Candida Morvillo analizzano il possibile impatto di un eventuale giudizio su Sempio sul panorama giudiziario nazionale.
Le voci degli esperti sul possibile rinvio
Il dibattito si accende quando Giuseppe Brindisi magistrato esperto in diritto penale, sottolinea come la decisione della procura possa dipendere da elementi ancora da valutare, tra cui i risultati delle perizie al computer del sospettato e le nuove testimonianze raccolte dagli inquirenti. Nel frattempo, Marco Oliva suggerisce che un rinvio a giudizio potrebbe riaprire la discussione sulla gestione delle prove digitali nei processi italiani, un tema che ha già provocato controversie nella precedente indagine su Stasi.
Le ricine di Campobasso: indagini e attese
Un altro tassello della serata è dedicato alle due tragiche morti per ricina avvenute a Campobasso, che hanno coinvolto le vittime Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Le autorità attendono i risultati degli “accertamenti irripetibili” sui dispositivi prodotti da Gianni Di Vita il presunto responsabile del contaminante. Gli esperti presenti in studio, tra cui la prof.ssa Grazia Longo illustrano le difficoltà tecniche di rilevare la ricina in campioni contaminati e le implicazioni per la salute pubblica.
Le prove tecniche in bilico
Secondo il chimico forense Paolo Reale i dispositivi di Di Vita potrebbero aver subito una manipolazione che rende i risultati dei test conclusivi ancora incerti. La discussione si focalizza quindi sul ruolo delle autorità giudiziarie nel garantire l’integrità della catena di custodia dei campioni, un aspetto cruciale per evitare errori che, in passato, hanno compromesso indagini simili.
Profanazione della tomba di Pamela Genini: motivi e interrogatorio a Francesco Dolci
Il terzo capitolo della trasmissione riguarda la misteriosa profanazione della tomba di Pamela Genini avvenuta poco tempo fa. Il caso ha subito diverse ipotesi, dal movente economico a quello personale, e ha visto al centro della discussione l’unico indagato, Francesco Dolci. Durante l’intervista in studio, Dolci ha risposto alle domande dei presenti, tra cui la giornalista Carmen Pugliese e il criminalista Paolo Colonnello che hanno tentato di ricostruire le dinamiche dell’evento.
Le teorie sul movente economico
Gli esperti di diritto civile, guidati da Paolo Reale hanno indicato come possibile elemento scatenante la presenza di una disputa ereditaria legata al patrimonio immobiliare della defunta. Altri, come il sociologo Marco Oliva hanno sottolineato come il gesto possa essere stato ispirato da una volontà di vendetta personale, inserendo il caso in un più ampio quadro di crimini contro la memoria dei defunti.



