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Campobasso, divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico dopo aggressione avvenuta la notte di Capodanno 2026

Una donna di 41 anni denuncia di essere stata trattenuta e picchiata la notte di Capodanno 2026: la Procura di Campobasso ottiene il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico a carico del presunto aggressore.

Campobasso, divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico dopo aggressione avvenuta la notte di Capodanno 2026

La vicenda, che ha avuto sviluppi determinanti il 19 maggio, riguarda una conoscente di 41 anni che ha denunciato di essere stata trattenuta contro la sua volontà e aggredita durante la notte di Capodanno 2026. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Campobasso, hanno portato all’emissione di un provvedimento restrittivo volto a garantire la sicurezza della parte offesa.

Il dispositivo applicato al 52enne indagato è un provvedimento cautelare che combina il divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’installazione di un braccialetto elettronico. Tale misura è stata disposta al termine di un’istruttoria che ha valutato elementi di reato riconducibili a violenza privata, molestie e lesioni, nell’ottica di evitare il rischio di reiterazione e di tutelare la vittima.

I fatti ricostruiti dagli investigatori

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna si era recata nell’abitazione dell’uomo per porgere gli auguri di fine anno. Dopo averla fatta entrare, l’indagato avrebbe chiuso la porta e trattenuto la 41enne all’interno dell’appartamento per l’intera notte, limitandone la libertà di movimento e la possibilità di comunicare. Nel corso di quel periodo, la vittima riferisce di aver subito aggressioni fisiche. La mattina seguente, nonostante le richieste di poter tornare a casa, l’uomo l’avrebbe costretta a salire sulla sua autovettura, continuando a colpirla.

La fuga e la denuncia

Mentre il veicolo era bloccato nel traffico cittadino, la donna ha approfittato di un momento di distrazione dell’indagato per aprire la portiera e fuggire, riuscendo a rientrare nella propria abitazione. Successivamente si è rivolta alle forze dell’ordine per formalizzare la denuncia. Questa sequenza di eventi ha costituito il nucleo probatorio che ha avviato gli approfondimenti della Sezione reati contro la persona della Squadra Mobile.

Dal lavoro investigativo al prov

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