La vicenda della ex azienda avicola Gam di Bojano, che da tredici anni è al centro di una lunga disputa tra lavoratori, sindacati e istituzioni, raggiunge una nuova fase. Dopo mesi di incertezza, la cassa integrazione rischia di chiudersi, mentre i dipendenti ancora in mobilità si aggrappano a ogni possibile forma di sostegno.
Incontro in Giunta regionale il 1 ottobre
Giovedì primo ottobre, alle 15:30, la Giunta regionale ha ospitato un tavolo tecnico con l’Assessore alle Politiche del Lavoro Gianluca Cefaratti. L’incontro è avvenuto nella sede di via Facchinetti a Campobasso e ha riunito i rappresentanti dei sindacati, i delegati dei 122 lavoratori ancora iscritti al registro della Gam e alcuni funzionari regionali. L’obiettivo dichiarato era analizzare lo stato attuale della crisi e valutare le opzioni per evitare un vuoto occupazionale definitivo.
Domande dei lavoratori e richieste concrete
Durante l’assemblea, i dipendenti hanno sottolineato di operare in una partecipata della Regione e hanno chiesto misure specifiche: la ricollocazione dei dipendenti più giovani, un supporto al “scivolo pensionistico” per gli operai più vicini all’età pensionabile e un’estensione della cassa integrazione fino a dicembre. Hanno inoltre richiesto una copertura retroattiva a partire da giugno, poiché da tre mesi non percepiscono alcun ammortizzatore.
Posizione del Ministero e prospettive per la cassa integrazione
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato che, per le aziende classificate come area di crisi complessa la cassa integrazione è stata interrotta. Tale decisione implica che la Gam non potrà più attingere a questi strumenti salvo diversa disposizione. Tuttavia, la Regione, citando rassicurazioni ministeriali, ha comunicato che è possibile garantire il pagamento fino a dicembre e, in attesa della legge di bilancio di fine anno, valutare un’ulteriore proroga di sei mesi.
Assemblea sindacale prevista per lunedì in via Facchinetti
Parallelamente, i sindacati hanno fissato una nuova riunione per lunedì alle 15:00 presso la sede dell’Università di Campobasso in via Facchinetti. L’incontro, aperto a tutti i dipendenti e alle famiglie coinvolte, servirà a definire i prossimi passi, raccogliere eventuali proposte alternative al rilancio proposto dal gruppo Amadori e consolidare le richieste di una cassa integrazione di 12 mesi in caso di cessazione definitiva dell’attività.
Il gruppo Amadori, che ha acquistato all’asta gli asset della ex azienda avicola matesina, ha avanzato un progetto di rilancio, ma i lavoratori ricordano che tale iniziativa non genera obblighi per loro e resta un discorso parallelo. Con la chiusura ufficiale dell’attività, resta la speranza che la Regione possa trovare risorse per un intervento mirato, così da evitare ulteriori disoccupazioni in una zona già segnata da difficoltà economiche.
Nel frattempo, la comunità di Bojano osserva attentamente gli sviluppi, consapevole che la sorte di queste persone è legata a scelte politiche e amministrative che si stanno ancora definendo.



