Con un decreto formale i commissari alla sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, hanno dato attuazione all’intesa raggiunta tra Governo, Regioni e Province autonome relativa al Piano nazionale della prevenzione 2026-2031. Il provvedimento locale non si limita a una semplice ratifica: rappresenta l’avvio operativo di scelte organizzative che mirano a rafforzare l’impatto delle politiche di prevenzione sul territorio regionale. L’adozione avviene per decreto e impone l’allineamento delle attività locali alle linee guida condivise a livello nazionale.
Il documento recepito sottolinea la necessità di migliorare sia l’efficacia sia l’efficienza degli interventi preventivi, puntando su criteri riconosciuti e validati. Tra le leve principali ci sono la promozione di buone pratiche già validate e la stabilizzazione di programmi nazionali di prevenzione collettiva come le vaccinazioni e gli screening oncologici. Parallelamente si pone l’accento sulla necessità di favorire l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali per garantire continuità di cura e maggiore appropriatezza degli interventi.
Obiettivi strategici e principi guida
Il Piano recepito nel Molise si fonda su alcuni principi chiave: priorità alla prevenzione basata sulle prove, valorizzazione delle esperienze efficaci e consolidamento di programmi strutturati. In particolare viene promossa l’adozione del Evidence based prevention, ossia l’uso sistematico di studi, dati e valutazioni per selezionare interventi con risultati dimostrati. L’intento è contenere i rischi sanitari, ridurre le disuguaglianze e ottimizzare le risorse disponibili, attraverso percorsi che siano misurabili e replicabili su scala regionale.
Cos’è l’Evidence based prevention
Per Evidence based prevention si intende un approccio che privilegia interventi supportati da dati clinici e studi epidemiologici; non si tratta solo di una preferenza culturale ma di una pratica operativa che condiziona programmi, priorità e allocazione delle risorse. Nel contesto molisano questo comporta la raccolta di indicatori, la valutazione delle iniziative sperimentali e la diffusione di protocolli standardizzati, così da trasformare esperienze locali efficaci in politiche condivise.
Integrazione tra servizi e percorsi assistenziali
Un altro asse centrale del recepimento riguarda l’ottimizzazione dei flussi tra servizi di prevenzione, cure primarie, assistenza territoriale, ospedale e riabilitazione. L’obiettivo è superare frammentazioni organizzative e creare un sistema che favorisca la continuità terapeutica. Per raggiungere questo risultato il Piano invita a definire con chiarezza i ruoli, i passaggi informativi e i standard assistenziali, riducendo duplicazioni e tempi di attesa e aumentando la qualità complessiva del percorso del paziente.
Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali
All’interno del Piano assume rilievo la definizione dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, intesi come mappe organizzative che descrivono fasi, responsabilità e prestazioni necessarie per la gestione di specifiche condizioni cliniche. Con Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali si mira a garantire che il cittadino riceva cure appropriate al momento giusto, evitando frammentazioni e migliorando l’esperienza e gli esiti clinici.
Implicazioni locali e passi successivi
Per il Molise il recepimento tramite decreto dei commissari Bonamico e Di Giacomo apre una fase di attuazione che richiederà coordinamento, monitoraggio e formazione. Sarà necessario tradurre gli indirizzi nazionali in piani operativi locali, stabilire indicatori di risultato e promuovere la diffusione delle buone pratiche tra operatori e servizi. L’efficacia dell’iniziativa dipenderà dalla capacità delle strutture regionali di integrare processi, condividere dati e adottare protocolli omogenei, con l’obiettivo finale di migliorare la prevenzione e la salute collettiva.



