30 Settembre 2026 ☀ 23°

Sentenza d’ergastolo per Salvatore Ocone da Corte d’Assise di Benevento

Salvatore Ocone condannato all’ergastolo per l’omicidio di Elisa e Cosimo, con pene accessorie per la ferita di Antonia.

Sentenza d’ergastolo per Salvatore Ocone da Corte d’Assise di Benevento

Il 30 la piccola comunità di Paupisi, nel cuore del Molise, fu scossa da una strage familiare che lasciò due morti e una sopravvissuta gravemente ferita. Un anno dopo, la Corte d’Assise di Benevento ha emesso una sentenza definitiva, chiudendo il caso che ha tenuto alta l’attenzione dell’opinione pubblica.

Il giudice ha riconosciuto al 57enne Salvatore Ocone la responsabilità dell’omicidio della moglie Elisa e del figlio di 15 anni, Cosimo, e ha valutato la gravità delle lesioni inflitte alla figlia adolescente, Antonia. Accanto al ergastolo la decisione ha previsto una serie di pene accessorie pensate a tutelare gli interessi dei superstiti e a garantire la sicurezza pubblica.

Sentenza della Corte d’Assise di Benevento

Durante l’udienza tenutasi presso il Tribunale di Benevento, i giudici hanno pronunciato una condanna all’ergastolo per Ocone, ritenuto capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Il provvedimento comprende anche otto mesi di isolamento diurno, ridotti rispetto alla richiesta iniziale del pubblico ministero, che aveva proposto un anno di misura. Inoltre, la sentenza ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la decadenza della potestà genitoriale.

Pena principale e sanzioni accessorie

Oltre alla reclusione a vita, la Corte ha stabilito il risarcimento dei danni civili: una provvisionale di 50 mila euro a carico dell’imputato e un ulteriore provvisorio di 80 mila euro a favore dei figli sopravvissuti. Le spese legali sostenute dalla parte civile sono state liquidate per 7 mila euro. Queste pene accessorie mirano a compensare economicamente le perdite subite dalla famiglia e a coprire i costi della difesa.

Ricostruzione dei fatti e procedura di cattura

Secondo le indagini, Ocone ha ucciso Elisa e Cosimo con una pietra, mentre Antonia, pur sopravvissuta, ha riportato ferite tali da richiedere un intervento chirurgico delicato presso il Neuromed di Pozzilli. Dopo l’attacco, l’uomo è fuggito in auto con i due figli rimasti in vita, per poi essere individuato poche ore dopo nei pressi di Ferrazzano, dove le forze dell’ordine lo hanno arrestato. La fuga è durata diverse ore, durante le quali le autorità hanno seguito le tracce del veicolo attraverso le campagne del territorio.

Stato di salute delle vittime

Antonia è stata ricoverata in terapia intensiva subito dopo l’attacco. L’intervento al Neuromed di Pozzilli ha permesso di salvare la vita della ragazza, ma la convalescenza è stata lunga e complessa. Solo lo scorso marzo è stata dimessa dall’ospedale, per poi fare ritorno a casa. La sua testimonianza ha avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle circostanze attenuanti o aggravanti.

Reazioni e conseguenze legali

L’avvocato difensore, Giovanni Santoro, ha ottenuto la riduzione dell’isolamento diurno, sostenendo l’incoerenza della perizia psichiatrica e sollevando dubbi sulla capacità dell’imputato di essere capace di intendere e di volere al momento dei delitti. Nonostante gli argomenti sollevati, la Corte ha ritenuto le prove sufficienti per confermare la responsabilità penale di Ocone. La sentenza, letta in presenza dei figli di Ocone, Mario e Antonia, ha chiuso un capitolo di violenza che aveva segnato profondamente la piccola comunità di Paupisi e l’intera provincia di Benevento.

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