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Campobasso rappresentata da Marialuisa Forte negli ultimi riti degli Ottocentenari di San Francesco

La delegazione di Campobasso vola ad Assisi per chiudere il ciclo triennale degli ottocentenari di San Francesco, in un ricco programma di liturgie e simboli di pace.

Campobasso rappresentata da Marialuisa Forte negli ultimi riti degli Ottocentenari di San Francesco

Il weekend del 3 e 4 ottobre 2026 vede la città di Campobasso rappresentata nella più importante manifestazione religiosa dell’anno: le celebrazioni finali degli Ottocentenari di San Francesco ad Assisi. La sindaca Marialuisa Forte guiderà una delegazione composta da agenti della Polizia Municipale, gonfaloni cittadini e personalità istituzionali, pronta a condividere un momento di dialogo, pace e fraternità con le autorità nazionali e internazionali.

La delegazione campobassese sbarca ad Assisi

Il treno è partito nella mattina di sabato 3 ottobre, trasportando due gonfaloni di Campobasso che saranno portati da due agenti della Polizia Municipale lungo le vie storiche della città sacra. L’evento raccoglie al suo interno i sindaci dei capoluoghi di regione, i presidenti delle Regioni, ambasciatori e rappresentanti di istituzioni civili e religiose, ponendo Campobasso al centro di un palcoscenico di unità nazionale. Forte ha sottolineato l’onore di essere presente nella stessa piazza dove il santo ha proclamato il suo messaggio, indicando il valore di una rappresentanza locale in un’occasione di tale portata spirituale.

Il rito dell’ottocentenario: programma e momenti salienti

Il programma prevede un susseguirsi di cerimonie che uniscono tradizione e innovazione. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, alle 23:30, il pellegrinaggio “Cammino con Francesco” raccoglie più di 2.000 fedeli che arrivano a piedi nella basilica inferiore. Alle 23:59 le campane suonano per annunciare la messa di mezzanotte, presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime. Il giorno successivo, alle 6:00, la comunità dei Frati Minori celebra la messa solenne, seguita alle 6:50 da un’offerta di preghiere davanti alla tomba del santo.

Alle 8:30 inizia la trasmissione in streaming del corteo cittadino, con l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 9:45 la messa solenne è arricchita dall’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia offerta dalla Regione Umbria. Per la prima volta, il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, accende la lampada a nome di tutte le amministrazioni comunali italiane, simboleggiando l’unione territoriale sotto il vessillo di San Francesco. L’intervento di Mattarella e dei cardinali, tra cui Matteo Maria Zuppi, conferisce al rito una valenza istituzionale rara.

Il valore simbolico delle celebrazioni per l’Italia

Le celebrazioni si concludono il 4 ottobre, giorno di festa nazionale, con i secondi vespri solenni, la processione dal chiostro inferiore a quello superiore e la benedizione dell’Italia dal cupolino della basilica. Il canto del Cantico delle Creature, eseguito dalla Cappella musicale della basilica papale, riecheggia il messaggio di solidarietà e rispetto per l’ambiente che il santo ha lasciato in eredità. La presenza di ambasciatori e rappresentanti di Paesi esteri sottolinea il ruolo di San Francesco come simbolo di pace universale, un tema particolarmente rilevante in un contesto di tensioni internazionali.

Per la delegazione di Campobasso, la partecipazione a questo evento rappresenta un’opportunità di ribadire i valori di coesione sociale e di costruire ponti fra le diverse realtà del Paese. La sindaca Forte ha dichiarato che il messaggio francescano è più attuale che mai, invitando a “costruire ponti anziché barriere”. Il ritorno a casa, con i gonfaloni sventolati e le foto delle cerimonie, sarà un simbolo tangibile di quel legame tra la città molisana e la tradizione francese.

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