Il massiccio del Monte Mutria che domina il paesaggio di Campitello Matese in Molise, è noto per i suoi tracciati escursionistici sia panoramici che impegnativi. Le stagioni più fredde e le condizioni meteorologiche variabili possono trasformare percorsi abituali in zone decisamente pericolose, soprattutto per chi si avventura fuori dai sentieri più battuti.
In una giornata recentissima, un escursionista di 49 anni, originario della Campania, ha deciso di esplorare una zona meno frequentata del monte. Dopo essersi allontanato dai sentieri principali, si è trovato in un’area particolarmente impervia ed esposta, senza via di uscita sicura né la possibilità di scendere o risalire senza correre gravi rischi. L’uomo ha quindi attivato il proprio cellulare per richiedere aiuto, segnalando la propria posizione alle autorità di soccorso.
Intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha immediatamente messo in moto il proprio protocollo di emergenza. La squadra di guardia attiva, formata da tecnici esperti di operative in ambienti montani, è arrivata sul posto in tempi rapidi, riuscendo a individuare l’escursionista grazie alle coordinate trasmesse. Una prima valutazione ha confermato che, sebbene stanco e spaventato, l’uomo era in condizioni fisiche stabili e non richiedeva assistenza medica urgente.
Tecniche di progressione in conserva
Considerata la complessità del terreno, i soccorritori hanno optato per una evacuazione con progressione in conserva una procedura alpinistica che prevede l’uso di corde, imbragature e ancoraggi per spostare in sicurezza la persona lungo tratti esposti. L’operazione è stata condotta passo dopo passo, con ogni membro del team che assicurava l’escursionista alle proprie linee di vita, garantendo così stabilità e protezione contro eventuali cadute. Questa metodologia è particolarmente indicata in zone dove il rischio di valanghe o di scivolamenti è elevato.
Condizioni dell’escursionista e conclusione dell’operazione
Una volta raggiunta la zona più sicura, l’uomo è stato accompagnato lungo il sentiero di discesa fino al punto in cui aveva parcheggiato la propria autovettura. Nonostante la evidente stanchezza e lo spavento vissuto, il 49enne ha dichiarato di sentirsi bene e non ha avuto bisogno di cure mediche aggiuntive. Il team del CNSAS ha quindi concluso l’intervento con la consegna dell’escursionista al proprio veicolo, confermando il successo dell’operazione e sottolineando l’importanza della preparazione e della pronta risposta dei soccorsi alpini in situazioni di emergenza montana.



