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Rincari carburanti 2026: impatto su famiglie, regioni e misure

I carburanti hanno registrato rincari record, ma Eni e il governo hanno introdotto misure per contenere il peso sulle tasche dei cittadini.

Rincari carburanti 2026: impatto su famiglie, regioni e misure

Da quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente, il costo del carburante è aumentato in maniera spettacolare. La benzina ha registrato una crescita del 29,1% e il diesel del 36,6% rispetto al livello di. Pendolari, autotrasportatori, agricoltori, pescatori e tassisti si trovano a dover affrontare un bilancio molto più gravoso per ogni litro versato nel serbatoio.

Il price cap di Eni e la risposta di altri distributori

A partire da oggi, la rete di Eni ha introdotto un tetto massimo al prezzo di 1,99 € per la benzina e 2,19 € per il diesel. Anche IP ha seguito l’esempio, con una riduzione dei prezzi che, secondo le associazioni dei consumatori, si traduce in un risparmio di circa 9 € per un pieno di gasolio e 8,5 € per la benzina. Tuttavia, confrontando questi valori con il prezzo del 27 febbraio 2026, giorno antecedente all’esplosione della guerra, il pieno rimane 19,2% più caro per la benzina e 27,3% più caro per il diesel.

Estensione del tetto a Esso

Il gruppo Socar proprietario del marchio Esso ha comunicato che la limitazione dei costi sarà estesa anche alle sue stazioni dopo quella di IP, segnalando una graduale diffusione del price cap sul territorio nazionale.

Analisi della CGIA: costi aggiuntivi per famiglie, imprese e regioni

La CGIA di Mestre ha stimato che, nel 2026, le famiglie e le piccole imprese italiane spenderanno oltre un miliardo di euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base annua, la spesa per il pieno sarà 13,6 miliardi di euro superiore, corrispondente a un incremento del 20,4%. I rincari sono più marcati nelle grandi città, ma il Molise registra un aumento del 21,2% pari a +76 milioni rispetto al 2025, posizionandosi al penultimo posto nella graduatoria nazionale.

Situazione provinciale

A livello provinciale, Campobasso si colloca al 79° posto con un rincaro del 21,6% che si traduce in +58 milioni di spesa in più rispetto al 2025. Isernia invece, è l’ultima in classifica con una variazione del +20,2% corrispondente a +18 milioni. La CGIA suggerisce inoltre di destinare l’1% della spesa pubblica (circa 11 miliardi di euro) a contenere gli aumenti di benzina, diesel, luce e gas durante l’inverno.

Interventi del governo Meloni

Dal 19 marzo scorso, l’esecutivo ha varato tredici provvedimenti volti a ridurre le accise le cosiddette tasse “nascoste” sui carburanti. L’operazione ha comportato una spesa di 2,1 miliardi di euro. Alle stesse condizioni, sono stati stanziati circa 500 milioni di euro in crediti d’imposta per autotrasportatori, agricoltori e pescatori, consentendo loro di recuperare parte delle spese sostenute per il diesel. In totale, la manovra anti-carburante ha superato i 2,6 miliardi di euro.

Taglio accise sul diesel

Dal 26 settembre al 5 ottobre, le accise sul diesel sono state ridotte da 12,2 a 6,1 centesimi per litro una misura temporanea che mira a alleviare il peso sui consumatori. Parallelamente, la marineria del Molise ha annunciato la sospensione della pesca il 22 ottobre a causa del caro gasolio, mentre i pescatori attendono un incontro con il ministro per avviare un tavolo di confronto sull’emergenza.

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