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Assisi accoglie il Presidente: messaggi di pace e dialogo

Mattarella svela a Assisi il messaggio di pace di San Francesco, mentre Campobasso porta il suo gonfalone.

Assisi accoglie il Presidente: messaggi di pace e dialogo

Il 3-4 ottobre 2026 Assisi è diventata il fulcro di un’importante serie di eventi nazionali in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. La città ha ospitato una messa solenne nella Basilica Superiore, il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dalla loggia del Sacro Convento e la partecipazione di delegazioni istituzionali provenienti da varie regioni, tra cui la città di Campobasso. L’evento ha richiesto una ricca organizzazione logistica, con percorsi di pellegrini in costume medievale, controlli di sicurezza rafforzati e la tradizionale celebrazione del corteo dei Gonfaloni.

L’intervento di Mattarella ha ricordato le parole di Dante, che nel Paradiso eleva Francesco a “sole sorto per il mondo intero”. L’ex capo di Stato ha sottolineato come, in un’epoca segnata da conflitti “insensati e crudeli”, la luce del santo possa ancora illuminare le coscienze, trasformare l’odio in pace e guidare le nazioni verso un dialogo autentico.

Mattarella a Assisi: un appello alla pace

Nel suo discorso, Mattarella ha collegato le parole del pontefice con la lezione di San Francesco affermando che “la guerra non è un destino, la pace nasce da noi”. Ha rimarcatore che la violenza attuale, spesso mascherata da motivazioni religiose, contraddice il messaggio del santo, il quale considerava un crimine più grave quello di uccidere in nome di Dio. Il presidente ha inoltre citato l’incontro del 1219, durante la quinta crociata, quando Francesco attraversò le linee per parlare con il sultano al-Malik al-Kamil, dimostrando che “anche il nemico è un figlio di Dio”.

Il viaggio verso l’Egitto e l’incontro col sultano

Mattarella ha ricordato che il tentativo di convertire il sultano non ebbe successo, ma lasciò un segno indelebile: il rispetto per l’avversario e la ricerca di un dialogo non violento. Questo gesto, definito “temerario” per i tempi, ha aperto la strada a una nuova forma di relazione – quella basata sulla fraternità – che ancora oggi ispira leader politici e spirituali.

Campobasso in viaggio: il Gonfalone e la firma del Libro d’Onore

La delegazione di Campobasso guidata dalla sindaca Marialuisa Forte, ha sfilato portando il gonfalone cittadino tra i tradizionali cortei. Il 4 ottobre, nella storica Sala della Conciliazione, la sindaca è stata accolta dal sindaco di Assisi e dalla presidente della Regione Umbria; insieme hanno firmato il libro d’Onore di Assisi, un registro che raccoglie le testimonianze di personalità che hanno lasciato un segno nella storia civile e religiosa del Paese. L’evento ha sottolineato l’importanza della solidarietà interregionale e il legame profondo tra le comunità dell’entroterra italiano e il patrimonio franciscano.

L’eredità francescana: povertà, rispetto per il creato e rifiuto della violenza

Il cardinale Matteo Zuppi, nella sua omelia, ha rimarcato il “Laudato si’” come invito a custodire la speranza anche nelle difficoltà, riecheggiando il messaggio di San Francesco di povertà volontaria e cura del creato. Il presidente ha poi evidenziato il celebre episodio del “lupo di Gubbio”, dove Francesco scelse di ammansire l’animale invece di combatterlo, dimostrando che la vera forza risiede nel dialogo e non nella sopraffazione. Ha inoltre richiamato il bacio al lebbroso, simbolo di un amore che abbatte ogni barriera.

L’evento di Assisi ha così confermato il ruolo di San Francesco non solo come patrono d’Italia, ma come modello universale di civiltà e dialogo.

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