Il 12 ottobre la Quarta Commissione del Consiglio regionale del Molise ha avviato una indagine conoscitiva dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’iniziativa, promossa dalla capogruppo Pd Alessandra Salvatore, mira a collocare i bisogni dei più giovani al centro dell’agenda politica regionale, trasformando le dichiarazioni di principio in politiche concrete.
L’incontro inaugurale ha visto una partecipazione ampia di istituzioni, operatori del territorio e associazioni che operano a fianco delle famiglie. Questo patrimonio di competenze è stato considerato fondamentale per definire le priorità, canalizzare le risorse e progettare interventi che rispondano in modo efficace alle criticità emerse sul campo.
Dati sulla povertà: il 42,1% dei minori molisani in difficoltà
Le prime analisi mostrano che il 42,1% dei minori del Molise vive in condizioni di povertà relativa una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale. Dietro questi numeri si celano bambini e adolescenti che rischiano di avere meno opportunità educative, un accesso più limitato ai servizi sanitari e difficoltà nel costruire un futuro stabile.
Impatto socio-economico della povertà infantile
Alessandra Salvatore ha sottolineato che “dietro questi numeri ci sono bambini e adolescenti che rischiano di avere meno opportunità, maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi e minori possibilità di costruire il proprio futuro”. La consapevolezza di questo scenario spinge la regione a considerare misure di sostegno mirate, come potenziamenti di programmi di assistenza alimentare e interventi di inclusione scolastica.
Salute dei giovani: sovrappeso, fumo e consumo di alcol
Il profilo sanitario dei giovani molisani presenta ulteriori elementi di allarme. Il 21,6% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni risulta in sovrappeso superando la media nazionale del 19%. Tra gli adolescenti dai 14 ai 19 anni, il 11,9% fuma valore superiore al 9,1% della media italiana, mentre il 26,4% consuma alcolici abitualmente rispetto al 21,5% a livello nazionale.
Confronto con la media nazionale
Questi dati indicano un divario consistente rispetto alle statistiche nazionali e suggeriscono la necessità di politiche preventive più incisive. Programmi di educazione alimentare, campagne anti-fumo nelle scuole e interventi di prevenzione delle dipendenze sono tra le proposte discusse nella commissione per ridurre l’esposizione a comportamenti a rischio.
La sfida resta però trasformare le evidenze in azioni concrete, garantendo che ogni giovane, indipendentemente dal contesto familiare, possa accedere a opportunità eguali e a un futuro più sano.



