La pesca delle vongole nel compartimento marittimo di Termoli subirà un nuovo periodo di sospensione: dal 1° al 30 giugno le unità dotate di draga idraulica saranno obbligate a fermare l’attività. L’ordinanza, emessa dalla Capitaneria di porto di Termoli e firmata dal Capitano di Fregata Giuseppe Panico, punta a tutelare gli stock di Chamelea gallina e a favorire la ripresa dei banchi naturali.
Motivazioni e ambito del provvedimento
Il provvedimento trae origine dalle valutazioni tecniche e dalla richiesta del Consorzio di gestione vongole (Co.Ge.Vo.) locale, che ha segnalato la necessità di prolungare un periodo di sospensione per consentire il ricostituirsi delle popolazioni. Si tratta di una misura inserita in un quadro di gestione prudente della risorsa, volto a bilanciare interesse economico e tutela ambientale.
Chi è interessato
L’ordinanza si applica in modo specifico alle imbarcazioni professionali abilitate alla pesca con draga idraulica, il metodo maggiormente impattante sui fondali sabbiosi dove vivono le vongole. Per queste unità la sospensione è totale per l’intero periodo indicato, senza possibilità di deroga operativa.
Possibili eccezioni e modalità operative
Gli operatori che impiegano attrezzi diversi dalla draga idraulica non sono automaticamente esclusi dall’attività: possono continuare a pescare solo a fronte di precise condizioni. È richiesto lo sbarco delle attrezzature destinate alla raccolta dei molluschi bivalvi oppure l’apposizione di sigilli da parte dell’Autorità marittima, previa comunicazione formale alla Capitaneria.
Ricerca scientifica e monitoraggio
La norma esclude esplicitamente le attività svolte per fini scientifici e di ricerca, che possono proseguire nell’ambito di programmi autorizzati. Tali interventi di monitoraggio sono coordinati con gli enti competenti, come gli istituti di sanità animale e le autorità regionali, per garantire la raccolta di dati utili alla valutazione dello stato dei banchi.
Controlli, sanzioni e responsabilità
La Capitaneria ha richiamato l’attenzione sull’obbligo di rispettare le prescrizioni: le violazioni delle misure di fermo saranno sanzionate secondo la normativa vigente. Il ruolo del Co.Ge.Vo. non è solo consultivo ma anche operativo nell’attivare forme di autocontrollo tra gli operatori per limitare comportamenti irregolari e tutelare la risorsa comune.
Impatto sul comparto e misure di accompagnamento
Un mese di stop aggiuntivo pesa inevitabilmente sul reddito delle imprese e sui pescatori locali; per questo motivo, a livello nazionale e regionale si stanno valutando interventi di accompagnamento. In alcune regioni costiere sono già stati attivati sostegni economici per mitigare gli effetti del fermo prolungato.
Contesto più ampio: esempi di interventi regionali
La crisi della pesca dei molluschi non è confinata a un solo porto. In altre aree costiere italiane si sono registrati blocchi prolungati delle attività e, in risposta, alcune regioni hanno stanziato risorse per le imprese. Ad esempio, il Veneto ha previsto fondi straordinari destinati ai consorzi di Venezia e Chioggia per sostenere gli operatori colpiti dalle restrizioni, offrendo un modello di intervento economico a supporto del settore.
Perché serve un approccio integrato
Il combinato disposto di misure tecniche, controlli e aiuti economici mostra come la gestione della pesca delle vongole richieda un approccio integrato: conservazione degli stock, rispetto delle regole e sostegno alle comunità costiere per evitare impatti sociali ed economici insostenibili. Le decisioni locali, come quella di Termoli, si inseriscono in questo più ampio disegno di governance della risorsa.
Alla scadenza del fermo, prevista il 1° luglio salvo ulteriori provvedimenti, torneranno operative le disposizioni dell’ordinanza quadro che disciplina la pesca dei molluschi bivalvi nel compartimento di Termoli. Nel frattempo, le autorità continuano il monitoraggio e le interlocuzioni con gli operatori e i consorzi, con l’obiettivo di conciliare ripresa dell’attività e recupero degli stock.



