19 Ottobre 2026 🌤 15°

Carburante scarseggia al Sud: blocchi delle autostrade e code infinite

I tir hanno fermato A1 e A30, facendo scarseggiare il carburante e svuotare i negozi del Sud.

Carburante scarseggia al Sud: blocchi delle autostrade e code infinite

Da venerdì scorso la rete autostradale del Mezzogiorno è paralizzata da una serie di blocchi organizzati da autotrasportatori contro il continuo aumento del prezzo del carburante. Le arterie principali, l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, sono state occupate da tir e trattori, generando code di diversi chilometri e lasciando in difficoltà automobilisti, trasportatori e cittadini.

Blocchi delle autostrade A1 e A30: impatto immediato

Alle prime ore della mattina, intorno alle 03:00, gruppi di camionisti hanno fortificato i caselli di Caserta Sud, Napoli Nord e Maddaloni, impedendo il normale flusso veicolare. La risposta delle autorità è stata una chiusura temporanea dei nodi di intersezione, con code che hanno superato i 6 km sulla A1 e i 3 km sull’A30. La situazione si è mantenuta stabile per gran parte della giornata, costringendo i viaggiatori a deviare su percorsi secondari come la A16 Napoli-Canosa o la SS700.

Code senza fine a Caserta e Napoli

Le telecamere di controllo hanno evidenziato code di 2 km tra Villa Literno-Pomigliano e il bivio di Napoli Nord, e ulteriori 2 km in direzione Roma-Caserta. Nei pressi di Frosinone e Ferentino, i tir hanno impedito l’accesso alle superstrade, creando un vero ingorgo per pendolari e camion di merci. Gli automobilisti sono stati invitati a utilizzare percorsi alternativi, ma l’afflusso su strade provinciali ha provocato ulteriori rallentamenti.

Carburante quasi inesistente al Sud

Parallelamente ai blocchi, la regione Puglia registra una grave carenza di carburante: secondo il segretario della Fegica, Alessandro Zavalloni, il 60-70 % delle pompe è a secco. Anche in Calabria e Sicilia la situazione è critica; a Casamassima (Bari) il gestore Rino Carelli descrive rifornimenti che arrivano “col contagocce” e si esauriscono immediatamente. La carenza è il risultato di due fattori: i recenti blocchi della raffineria Eni di Taranto e l’aumento continuo del prezzo del gasolio, che ha spinto le compagnie di trasporto a limitare le consegne.

Reazioni di camionisti e agricoltori

Michele Perrotti, imprenditore di Lucera, ha sottolineato che il costo di ogni viaggio è ormai pari al fatturato: “Per ogni tratta stimiamo 2.400 euro di introito, ma i costi di diesel, pedaggi, manutenzione e assicurazione sono arrivati al medesimo importo”. Altri autotrasportatori hanno dichiarato di preferire fermare le attività piuttosto che accumulare debiti insostenibili. Accanto ai camionisti, anche le organizzazioni agricole hanno partecipato alle proteste, facendo vedere trattori accanto ai tir per far comprendere l’impatto sull’intera filiera agroalimentare.

Riflessi sui punti vendita e sulla vita quotidiana

Le interruzioni nella catena logistica hanno già provocato la scomparsa di prodotti freschi dagli scaffali dei supermercati di Campania, Puglia e Calabria. Le foto condivise sui social mostrano banchi di frutta e verdura quasi vuoti, mentre le grandi catene hanno avvertito che le scorte potrebbero esaurirsi definitivamente se le forniture non riprenderanno regolarmente. Anche i mezzi di soccorso e i trasporti pubblici hanno dovuto percorrere lunghi tragitti alla ricerca di una pompa funzionante.

Interventi delle istituzioni

Il governo ha programmato un tavolo a Milano, dove il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, incontrerà le rappresentanze dell’autotrasporto di Puglia, Calabria e Sicilia. L’obiettivo dichiarato è trovare una soluzione rapida al crescente peso del prezzo del carburante e garantire il ripristino dei flussi. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno rafforzato i posti di blocco e le pattuglie della Polizia Stradale stanno vigilando sui punti di ingresso delle autostrade per evitare escalation violente.

Finché non verranno adottate misure concrete per contenere i costi del diesel e riequilibrare la rete di distribuzione, i blocchi rischiano di proseguire, tenendo il Sud italiano in uno stato di emergenza energetica e logistica.

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