Il prossimo 15 la Virtus Campobasso organizzerà la 53ª edizione della gara podistica “Su e Giù”, un appuntamento che vuole andare oltre la semplice competizione sportiva. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un momento di connessione reale fra bambini, adulti e anziani, lasciando da parte gli smartphone e i social network. Il presidente Nicola Baranello ha definito questa iniziativa come un esperimento di sport collettivo volto a ristabilire il contatto diretto tra le generazioni, facendo della strada un luogo di scambio e di condivisione.
La presentazione ufficiale si è svolta nel pomeriggio presso il Samnium Innovation Hub di via Ferro, dove sono stati illustrati i dettagli del percorso e le motivazioni che hanno guidato la scelta tematica. Durante l’incontro, gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza di trasformare una gara tradizionale in un evento di aggregazione sociale, invitando partecipanti di ogni età a muoversi insieme, camminando o correndo, senza l’interferenza dei dispositivi digitali.
Secondo le parole del presidente, la gara non prevede premi per i tempi più rapidi, ma vuole premiare la presenza e la capacità di stare insieme. L’evento è aperto a tutti, dai più piccoli ai più grandi, e non richiede particolari requisiti tecnici: basta una scarpa comoda e la volontà di condividere un momento di sport collettivo. L’invito è un vero e proprio richiamo alla semplicità, alla gioia di correre per il piacere di stare con gli altri.
Il percorso confermato per il 2025
Dopo anni di valutazioni e di prove sul campo, la Virtus ha deciso di mantenere lo stesso tracciato dell’edizione precedente, definendolo ideale per i partecipanti di tutte le età. L’itinerario è stato pensato per attraversare una serie di punti significativi del territorio, offrendo un panorama variegato della città e permettendo ai corridori di scoprire o riscoprire luoghi che fanno parte della vita quotidiana dei campobassesi.
Il percorso parte da via Ferro, passa per il cuore del centro storico, tocca la piazza principale e si chiude nei pressi del Parco della Libertà. Queste tappe sono state selezionate per la loro centralità e per la possibilità di garantire una gestione fluida del flusso di persone, minimizzando i rischi di incroci pericolosi. Inoltre, gli organizzatori hanno previsto aree di ristoro e punti di assistenza, assicurando che la manifestazione sia sicura e confortevole per tutti i partecipanti.
Omaggio a Gabriele De Nigris e il ruolo di Adele
La 53ª edizione è dedicata al compianto Gabriele De Nigris, una figura storica della Virtus Campobasso che ha vestito la maglia gialloblù sia nel calcio che nell’atletica durante gli anni della prima ora. La memoria di De Nigris è stata celebrata con una cerimonia emotiva, durante la quale i familiari hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale dalla società, consegnato dagli amici più stretti del defunto. L’evento ha sottolineato il patto d’amore che lega la famiglia al club, evidenziando come il legame sportivo possa superare le generazioni.
Quest’anno, la nipote Adele avrà il compito speciale di rappresentare il nonno durante la gara, correndo con il numero che lo identifica e portando con sé l’eredità di passione e dedizione. La presenza di Adele non è solo un gesto simbolico: è la dimostrazione concreta che i valori sportivi della Virtus continuano a vivere nelle vene dei più giovani, garantendo che la memoria di Gabriele De Nigris rimanga viva e attiva nella comunità.
Connessione umana contro l’isolamento digitale
Il tema “connessione” è stato scelto come contrapposizione all’isolamento generato dal mondo virtuale. La Virtus invita i partecipanti a lasciare i telefoni in tasca, a scambiare saluti e a condividere il ritmo della corsa, creando un’esperienza sensoriale che non può essere replicata online. La vera connessione, secondo Baranello, nasce quando le persone si incontrano sul territorio, stabiliscono legami intergenerazionali e valorizzano gli spazi pubblici.
In questo senso, la gara diventa un laboratorio di cittadinanza attiva: non si tratta solo di raggiungere un traguardo, ma di percorrere un itinerario che appartiene a tutti, riconoscendo i luoghi che la comunità frequenta quotidianamente. L’invito è chiaro: spegnere le notifiche, aprire gli occhi e il cuore, e far parte di una comunità che corre insieme verso un obiettivo comune, quello di ristabilire la connessione umana più autentica.



