Il Centro Polifunzionale di Trivento ospiterà mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 10:00, una manifestazione pensata come momento conclusivo di un percorso didattico di grande valore: Un anno da ricordare. L’iniziativa coinvolge gli alunni delle classi quinte della scuola primaria dell’Istituto Omnicomprensivo Statale N. Scarano e vuole consolidare i contenuti di educazione civica attraverso un’esperienza pratica e partecipativa.
Il progetto si colloca in prossimità della celebrazione degli 80 anni della Repubblica e mira a creare un ponte tra conoscenza teorica e vita istituzionale. Dopo aver visitato il Senato della Repubblica e aver vissuto l’emozione di sedersi sugli scranni dell’Aula di Palazzo Madama, gli studenti riproporranno in loco la simulazione di un procedimento legislativo, trasformando la sala comunale in un laboratorio di cittadinanza.
Il valore formativo dell’esperienza
La manifestazione non è solo un semplice saggio finale: è il culmine di un percorso che ha posto al centro la conoscenza delle istituzioni e la pratica del dialogo democratico. L’obiettivo è mettere in condizione i giovani partecipanti di comprendere il processo che porta alla nascita di una legge, sperimentando ruoli e responsabilità diverse. L’approccio adottato privilegia il fare rispetto al solo ascoltare, permettendo agli studenti di interiorizzare concetti come il confronto, il compromesso e la deliberazione collettiva.
La didattica esperienziale
Attraverso incontri in classe, esercitazioni e visite, la scuola ha costruito una metodologia che integra il sapere con il saper fare. In questo contesto il termine didattica esperienziale indica attività che portano gli studenti a intervenire attivamente nel processo di apprendimento, simulando situazioni reali e assumendo ruoli civici attivi.
Dal Parlamento alla scuola
La tappa al Senato è stata pensata come momento altamente formativo: seduti sugli scranni di Palazzo Madama, i ragazzi hanno potuto osservare l’assetto istituzionale e toccare con mano l’atmosfera di un’aula legislativa. Questa esperienza ha funzionato da detonatore per la successiva messa in scena della fase di elaborazione di una norma.
Organizzazione e riconoscimenti
L’evento è frutto dell’impegno della maestra Maria Rita Sigismondi e della squadra educativa delle classi quinte, composta dai docenti Paola Meffe, Maria Teresa Scarano, Carla Di Paolo, Maria Mazzacano, Silvia Giovannitti, Sonia D’Angelo, Antonia D’Ovidio e Paolo Di Croce. Il lavoro collettivo ha ricevuto anche un segno di attenzione istituzionale: il ministro Valditara ha risposto con una lettera all’invito della scuola, riconoscendo l’importanza dell’iniziativa.
Il ruolo del corpo docente
La realizzazione del progetto testimonia la passione e la professionalità del team docente, che ha organizzato contenuti, simulazioni e laboratori affinché ogni alunno potesse contribuire in modo significativo. L’azione degli insegnanti è stata accompagnata dalla collaborazione delle famiglie, che hanno sostenuto l’iniziativa e partecipato attivamente alla sua riuscita.
Il sostegno istituzionale
La lettera del ministro rappresenta per la scuola un riconoscimento morale e simbolico: mette in luce come progetti di cittadinanza attiva, promossi anche nelle aree interne, possano ottenere attenzione a livello nazionale e rinforzare il ruolo formativo degli istituti sul territorio.
Un messaggio per il territorio
La dirigente scolastica, Ida Cimmino, interpreta l’evento come espressione di una missione più ampia: mantenere viva la scuola come custode del passato e cantiere del futuro. Nelle sue parole emerge la convinzione che iniziative come questa siano risposte concrete alle sfide delle aree interne, dove ogni progetto educativo è anche una scommessa contro l’abbandono e lo scoraggiamento.
Secondo la dirigente, la vitalità degli alunni e l’impegno degli insegnanti sono fattori che alimentano speranza e fiducia nel cambiamento. Il messaggio augurale del Ministro, aggiunge, contribuisce a dare visibilità a una scuola che, pur operando nel cuore dell’Appennino, esiste, resiste e produce valore per la comunità.
Impatto sulla comunità
L’iniziativa si propone di lasciare un segno duraturo: non soltanto ricordi per gli studenti, ma anche un esempio di come la scuola possa essere centro di partecipazione civica. Coinvolgere i giovani nella simulazione di un atto legislativo significa seminare competenze che dureranno nel tempo, promuovendo una cultura democratica radicata nel territorio.
Prospettive future
Guardando avanti, la scuola intende consolidare questo tipo di percorsi e trasformarli in pratiche ricorrenti. L’auspicio è che esperienze simili possano essere replicate e ampliate, rafforzando il legame tra istituzioni, scuole e famiglie per coltivare cittadinanza attiva fin dalla primissima età scolastica.
In sintesi, Un anno da ricordare non è solo un titolo: è la prova concreta che un progetto ben orchestrato può trasformare la conoscenza istituzionale in esperienza vissuta, regalando agli studenti gli strumenti per comprendere e partecipare al mondo civile che li circonda.



