3 Ottobre 2026 🌤 11°

Petacciato, cittadini e Comune contro installazione antenna 5G di Inwit

A Petacciato il comitato No Antenna avvia una raccolta firme per contrastare l'installazione di una antenna 5G di Inwit, sospinta da preoccupazioni sul sito scelto e da una controversia amministrativa

Petacciato, cittadini e Comune contro installazione antenna 5G di Inwit

Nel centro di Petacciato è nata una mobilitazione civica: il comitato No Antenna ha lanciato una raccolta firme contro l’installazione di una antenna 5G promossa dalla società Inwit. La sottoscrizione mira in particolare a ottenere lo spostamento dell’impianto, contestando la localizzazione individuata dall’azienda e sostenuta, in un primo momento, da passaggi autorizzativi che la popolazione ritiene inadeguati. Il tema ha subito polarizzato opinioni diverse e ha coinvolto anche l’amministrazione comunale, che dichiara di aver cercato un percorso regolato e rispettoso delle norme.

La questione ha acceso il dibattito locale perché il sito segnalato si trova a ridosso di aree abitate e insediamenti sensibili, generando timori su salute, impatto visivo e rispetto del territorio. Il comitato, sostenuto da cittadini preoccupati, punta a raccogliere adesioni per rafforzare la richiesta di trasferimento su un’area alternativa. Sullo sfondo rimane la tensione tra la necessità di infrastrutture digitali e la tutela del paesaggio e della qualità della vita, un bilancio che l’amministrazione afferma di voler perseguire senza rinunciare al dialogo con la società proponente.

Controversia sulla scelta dell’area

Secondo l’amministrazione comunale, la porzione di terreno indicata da Inwit è troppo vicina ad abitazioni e ad altre strutture, elemento che ha determinato la reazione della cittadinanza. Il sindaco Antonio Di Pardo spiega che il Comune ha lavorato per tentare di trovare una soluzione condivisa, sottolineando il rispetto delle procedure e delle normative. La difficoltà nasce anche dal fatto che, a detta del primo cittadino, la società interpreta le norme europee sul servizio di connettività mobile come una priorità paragonabile ai servizi essenziali, arrivando in alcuni casi a dare priorità alle proprie esigenze tecniche rispetto alle valutazioni locali.

La posizione del sindaco

Il sindaco ha raccontato di colloqui con la società e di un’intesa iniziale per trasferire l’impianto su un diverso terreno di proprietà comunale, accordo che tuttavia non si è concretizzato. L’amministrazione afferma di aver inviato più comunicazioni a Inwit per chiedere il ritiro della proposta o la ripresa del confronto, definendo alcune scelte aziendali come frutto di atteggiamenti autoritari. Allo stesso tempo il Comune dichiara di voler tutelare l’interesse pubblico e di continuare il dialogo per trovare un equilibrio che contempli sia le esigenze di rete sia la salvaguardia del contesto urbano e ambientale.

Iter amministrativo e responsabilità

La vicenda ha messo in evidenza un sovrapporsi di responsabilità tra uffici tecnici e soprintendenze: il Suap, il Sue, la Soprintendenza e lo stesso Comune sono stati coinvolti nella fase autorizzativa, e a quanto dichiarato dal sindaco è avvenuto un «accavallamento» di competenze che ha reso meno lineare la valutazione complessiva. In questo contesto l’azienda ha proceduto avanzando la scelta del sito, sostenendo che le norme europee e le esigenze di copertura la rendono prioritaria; il Comune contesta invece che si siano ignorati vincoli locali, incluso il vincolo paesaggistico che grava su alcune aree del territorio.

Appunti procedurali

Nel corso delle interlocuzioni amministrative il Comune ha rilevato criticità nell’istruttoria e ha inviato note formali a Inwit per sollecitare un ripensamento. La discussione evidenzia come le procedure autorizzative per impianti di telecomunicazione richiedano una chiara definizione di competenze e una valutazione attenta degli impatti locali. Gli enti coinvolti devono concordare modalità operative tali da garantire trasparenza e rispetto delle normative ambientali e paesaggistiche, evitando che scelte tecniche sovrapposte producano conflitti inutili con la collettività.

Implicazioni per la comunità e prossimi passi

La raccolta firme del comitato No Antenna rappresenta uno strumento di pressione civile che potrebbe influenzare la trattativa in corso tra Comune e azienda. Le parti continuano a confrontarsi: l’amministrazione dichiara di volere un risultato che equilibri servizi e tutela del territorio, mentre la società sottolinea l’urgenza delle esigenze di rete. È probabile che i prossimi incontri si concentrino sulla valutazione di aree alternative e su garanzie tecniche e ambientali che possano rassicurare la popolazione, senza comunque fermare il processo di modernizzazione delle infrastrutture.

In conclusione, la situazione a Petacciato incarna la tensione tipica tra sviluppo tecnologico e tutela locale. Il caso solleva questioni di metodo oltre che di merito: dalla chiarezza delle procedure autorizzative alla sensibilità nelle scelte di localizzazione. Per il momento il dialogo resta aperto e il Comune assicura di continuare a esercitare il proprio ruolo di mediatore, mentre il comitato prosegue la raccolta firme per chiedere uno spostamento della antenna 5G e tutelare il contesto abitativo e paesaggistico.

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