Mercoledì 3 Giugno 2026, ore 11:13, la Prefettura di Campobasso ha adottato provvedimenti contro attività economiche della costa del Basso Molise. Le misure, quattro in tutto, sono il risultato di un’istruttoria coordinata dal Gruppo Interforze Antimafia e sono state firmate dal prefetto Michela Lattarulo.
Gli atti colpiscono esercizi ubicati a Termoli e a Campomarino e riguardano diversi settori commerciali: bar, ristorazione e il commercio di autoveicoli, compreso quello svolto on-line. La decisione è stata comunicata ufficialmente dalla Prefettura e sintetizza l’esito di verifiche mirate a ricostruire la presenza di infiltrazioni criminali sul territorio.
Le ragioni dei provvedimenti
Secondo l’istruttoria svolta dal Gruppo Interforze Antimafia, si è riscontrata un’infiltrazione di sodalizi di matrice pugliese che, in modo silente, avrebbero operato nel tessuto economico locale reinvestendo capitali illeciti. Le quattro interdittive antimafia sono state emanate per interrompere meccanismi che consentono a esponenti o a soggetti collegati con la criminalità organizzata di inserirsi nelle attività autorizzate dalla Pubblica Amministrazione.
Tipologie di attività interessate
I provvedimenti riguardano in particolare: bar e ristoranti, sale giochi e imprese impegnate nel commercio di autovetture nuove e usate, anche attraverso piattaforme digitali. L’azione amministrativa punta a tutelare il tessuto produttivo sano della provincia eliminando le possibilità di riciclaggio e di infiltrazione negli appalti o nelle concessioni.
Il protocollo di legalità e la Banca Dati Nazionale Antimafia
Dopo la firma delle interdittive, il prefetto Michela Lattarulo ha invitato i sindaci della provincia di Campobasso ad aderire a un protocollo di legalità, seguendo le linee del Ministero dell’Interno. L’obiettivo dell’intesa è estendere l’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia attraverso la Banca Dati Nazionale Antimafia (B.D.N.A.), rendendo più stringenti i controlli amministrativi sugli operatori economici.
Secondo la Prefettura, l’adozione condivisa del protocollo consentirà di ampliare la capacità di verifica preventiva e di monitoraggio, riducendo spazi di manovra per chi intende inserire capitali o persone legate alla criminalità organizzata nelle attività autorizzate dalla Pubblica Amministrazione.
Impatto previsto sui controlli locali
La Prefettura sostiene che l’adesione al protocollo renderà ancora più pervasivo il sistema dei controlli, nelle parole dello stesso prefetto: “L’adesione al documento pattizio andrà a rendere ancora più pervasivo il sistema dei controlli“. L’intento dichiarato è di garantire la protezione del tessuto economico sano della provincia e di impedire l’accesso al circuito economico-legale a soggetti collegati con organizzazioni criminali.
Coordinamento istituzionale e comunicazione
L’azione preventiva è frutto di un lavoro congiunto tra la Prefettura di Campobasso, le Forze dell’Ordine e la Direzione Investigativa Antimafia, che hanno fornito contributi tecnici e investigativi all’istruttoria. La comunicazione ufficiale, datata Campobasso, 3 giugno 2026, porta la firma del responsabile dei rapporti con gli organi di informazione, D’Alessandro.
Attraverso questo coordinamento istituzionale si intende mantenere alta l’attenzione sulle possibili modalità di infiltrazione criminale e potenziare gli strumenti amministrativi a disposizione per prevenire il riciclo di capitali illeciti. Le interdittive rappresentano una misura amministrativa preventiva rivolta a tutelare l’economia locale.
Prossimi passi e adesione degli enti locali
Il passo successivo indicato dalla Prefettura è l’adesione da parte dei Comuni della provincia al protocollo di legalità, al fine di rendere operativa l’estensione dell’obbligo di acquisizione della documentazione tramite la B.D.N.A.. L’implementazione di tali procedure amministrative sarà decisiva per il rafforzamento del controllo sul territorio e per la protezione delle attività lecite.
Le quattro interdittive emanate il 3 giugno 2026 costituiscono un segnale concreto dell’attività di prevenzione in corso nel territorio del Basso Molise e testimoniano l’impegno istituzionale volto a contrastare efficacemente le penetrazioni della criminalità organizzata nell’economia locale.


