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Daring: innovare la cura dell’Alzheimer tra Italia, Albania e Montenegro

A Campobasso, il 3 giugno 2026, sono stati presentati i primi traguardi del progetto transfrontaliero Daring, guidato dal Politecnico di Bari e volto a integrare ricerca tecnologica e bisogni di pazienti e caregiver nel Basso Adriatico.

Daring: innovare la cura dell’Alzheimer tra Italia, Albania e Montenegro

Il 3 giugno 2026 a Campobasso è stato presentato il progetto transfrontaliero Daring, pensato per ripensare i modelli di assistenza rivolti alle persone con Alzheimer nell’area del Basso Adriatico. L’iniziativa mira a creare un ponte tra innovazione tecnologica e bisogni reali di malati e caregiver, mettendo al centro la collaborazione tra università, centri di ricerca, associazioni e imprese.

Coordinato dal Politecnico di Bari, il progetto coinvolge partner italiani e internazionali e punta a un ecosistema condiviso che comprenda Italia, Albania e Montenegro. Tra i soggetti territoriali italiani partecipano l’Istituto di ricerca Neuromed, AMMA – Associazione Molisana Malati di Alzheimer e il Consorzio Magma Sociale, mentre il consorzio internazionale include enti come Odv Alzheimer Bari, Sviluppo Italia Molise spa, il Clinical Center of Montenegro, il MetroResearch Center dell’Albania e l’Institute of Modern Technologies Montenegro.

Obiettivi e orizzonte operativo

Il progetto si propone di ridurre il divario tra domanda di cura e offerta di soluzioni digitali per la salute, sviluppando strumenti che rispondano ai bisogni concreti dei pazienti e di chi li assiste. Sul piano operativo, Daring combina attività di ricerca, sperimentazione e rafforzamento delle capacità locali, con l’obiettivo di promuovere modelli sostenibili e replicabili nel territorio del Basso Adriatico e oltre.

Durata e finanziamento

Secondo quanto comunicato durante la conferenza, “Daring è cofinanziato dall’Unione Europea e avrà una durata complessiva di 30 mesi.” Questo orizzonte temporale è pensato per permettere una fase iniziale di analisi e co-progettazione, seguita da attività pilota e dalla definizione di linee guida condivise tra i partner.

Risultati emersi e linee di lavoro

Tra i primi risultati illustrati nel corso dell’incontro sono emersi quattro filoni principali: l’analisi dei bisogni di pazienti e caregiver, il coinvolgimento delle piccole e medie imprese nel processo di innovazione, l’armonizzazione normativa tra i paesi partner e le prospettive di sviluppo che mettono insieme diagnostica avanzata e co-progettazione tecnologica.

Analisi dei bisogni e coinvolgimento degli stakeholder

L’analisi dei bisogni è stata pensata come punto di partenza per orientare la progettazione degli strumenti digitali: non si tratta solo di adottare tecnologie d’avanguardia, ma di costruire soluzioni che rispondano a bisogni reali e quotidiani. In questa fase il ruolo delle associazioni di pazienti e dei caregiver è definito come centrale per definire priorità e requisiti pratici.

Approccio multidisciplinare e sfide normative

Durante la conferenza è stato sottolineato che la digitalizzazione della cura richiede un approccio interdisciplinare: non basta coinvolgere il solo sistema sanitario, ma è necessario integrare competenze tecnologiche, sociali e normative. Come ricordato dagli esperti, la digitalizzazione della cura richieda un approccio integrato, capace di superare i confini del solo ambito medico-sanitario.

Armonizzazione e cooperazione transfrontaliera

Lavorare su armonizzazione normativa significa creare un quadro comune che faciliti la sperimentazione e l’adozione di soluzioni digitali in contesti diversi. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un progetto transfrontaliero che coinvolge Italia, Albania e Montenegro, dove regole, infrastrutture e capacità istituzionali possono differire significativamente.

Il ruolo locale e le prossime azioni

Dal Molise è arrivata la proposta di mappare le realtà interessate per costruire una rete territoriale capace di partecipare alle fasi successive del progetto. In particolare, Fabrizio Spallone, responsabile dei progetti internazionali di Sviluppo Italia Molise, ha annunciato l’avvio della mappatura e ha invitato enti e soggetti interessati a contattare gli uffici tramite i canali istituzionali per aderire alle azioni di empowerment previste.

Nel complesso, Daring si propone come un laboratorio di innovazione che prova a coniugare ricerca, servizi e impresa per migliorare la qualità della vita delle persone con Alzheimer e delle loro famiglie nel contesto del Basso Adriatico. Le attività programmate nei prossimi mesi saranno decisive per trasformare le analisi iniziali in prototipi concreti e pratiche condivise tra i partner.

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