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Programma operativo 2026-2028 sotto la lente: assemblee a Campobasso e Termoli sul futuro della rete sanitaria

Due sedute straordinarie mettono al centro il <strong>Programma operativo 2026-2028</strong> e le conseguenze sul territorio, con richieste di azioni condivise e approfondimenti tecnici

Programma operativo 2026-2028 sotto la lente: assemblee a Campobasso e Termoli sul futuro della rete sanitaria

La programmazione sanitaria regionale torna sotto i riflettori con due sedute consiliari distinte che pongono al centro il Programma operativo 2026-2028. A Campobasso il Consiglio comunale si è convocato in via straordinaria: la seduta monotematica prevista per il 27 maggio alle 8.30 ha l’obiettivo di costruire una posizione condivisa dell’assemblea cittadina per sollecitare azioni coordinate a tutela dell’interesse pubblico. L’adunanza è prevista come aperta per consentire, previa autorizzazione della presidenza, l’intervento di soggetti istituzionali e delle strutture sanitarie convenzionate.

La convocazione di Campobasso e i temi tecnici-politici

La seduta comunale a Campobasso è impostata come un momento di analisi tecnica e politica sul POS 2026-2028, lo strumento che ridefinisce reti e servizi. I consiglieri intendono valutare l’impatto delle scelte dei commissari alla sanità del Molise e formulare una linea di intervento unitaria, con proposte concrete da avanzare alle autorità competenti. In questa cornice il richiamo è all’azione coordinata per salvaguardare l’accessibilità ai servizi e la continuità assistenziale, evitando decisioni calate dall’alto senza verifiche locali.

Termoli: l’emergenza emodinamica e la mobilitazione cittadina

Il dibattito sul destino della sala di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo ha assunto una dimensione politica ampia, con il consiglio comunale chiamato a discutere iniziative da adottare nell’interesse della collettività. Al centro della polemica c’è la previsione del POS che contempla la disattivazione del laboratorio entro il 31 ottobre 2026. Il comitato di difesa del presidio ha depositato un documento tecnico-giuridico di dodici pagine, rivolto ai commissari regionali, che non solo contesta la chiusura della struttura ma mette in discussione il metodo con cui è stato costruito il piano.

Le ragioni del comitato e la richiesta di un atto speciale

Nel testo presentato il comitato sostiene che l’applicazione pura dei parametri del DM70 non tenga conto delle specificità del territorio molisano: bassa densità abitativa, orografia complessa, distanze significative e viabilità fragile. Per questo motivo si invoca un “Decreto Molise“, ossia un provvedimento parlamentare che riconosca formalmente esigenze e deroghe necessarie per garantire servizi essenziali nelle aree interne. La linea del comitato è netta nel respingere l’idea che la difesa del San Timoteo sia un semplice campanilismo, collegando la vicenda ad altre riconversioni e chiusure nella regione.

Dati, criticità logistiche e tempi delle emergenze

Uno dei punti più critici sollevati riguarda le patologie tempo-dipendenti. Secondo le osservazioni depositate, il dato che preoccupa non è tanto il numero complessivo di procedure eseguite, ma la percentuale di pazienti che raggiungono il trattamento entro 90 minuti: il POS stesso segnala che solo il 30% ci riesce, rispetto a un parametro di riferimento del 60%. A complicare il quadro si aggiungono problemi di viabilità, come il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale 16, che aumentano i tempi di percorrenza e compromettono le possibilità di intervento tempestivo.

Reti, convenzioni e mobilità sanitaria

Le osservazioni sollevano anche il tema delle convenzioni con regioni limitrofe e dell’utilizzo di strutture esterne: il basso Molise è geograficamente vicino a Puglia e Abruzzo e il ruolo di ospedale di confine del San Timoteo è cruciale. I numeri citati nel documento parlano chiaro: nel 2026 il Molise avrebbe registrato oltre 10mila ricoveri fuori regione per un costo superiore ai 40 milioni di euro, con una forte attrazione verso strutture private accreditate. Il comitato chiede trasparenza sulla distribuzione dei posti letto e sulle discipline affidate al privato, sollevando dubbi su un possibile squilibrio pubblico-privato nella rete tempo-dipendente.

Prospettive e richieste operative

Le richieste principali che usciranno dalle sedute locali sono la sospensione della disattivazione prevista, un riesame completo della rete infarto con pubblicazione dei dati reali del 118 e analisi specifiche per scenari estivi e notturni, oltre alla valutazione delle ricadute sulla mobilità passiva. Le amministrazioni vogliono che ogni scelta sia supportata da dati pubblici e da simulazioni che considerino la geografia e le condizioni della rete viaria, evitando soluzioni che aumentino i rischi per i pazienti.

Conclusioni: oltre la vertenza, il quadro regionale

Le sedute di Campobasso e gli interventi a Termoli mostrano come una controversia locale possa diventare il punto di discussione su modello organizzativo, equità territoriale e rapporto tra sanità pubblica e privata. L’esito delle deliberazioni comunali potrebbe orientare le azioni da proporre ai commissari e, se raccolte, diventare elementi di pressione politica per un riesame del Programma operativo 2026-2028. In gioco non ci sono solo reparti ma il diritto effettivo all’accesso tempestivo alle cure per i cittadini molisani.

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