La domenica del Corpus Domini a Campobasso torna ogni anno come un richiamo che coinvolge tutta la città: il 7 giugno la manifestazione ha visto uscire i Misteri costruiti da Paolo Saverio Di Zinnoopere lignee e metalliche che attirano migliaia di spettatori. La giornata è cominciata con la celebrazione religiosa nella cattedrale e si è proseguita con un corteo che ha attraversato il centro storico, trasformando le strade in una platea a cielo aperto.
Dal mattino presto volontari, forze dell’ordine e organizzatori hanno lavorato all’allestimento e alla sicurezza del percorso: il raduno è avvenuto davanti al Museo dei Misterida cui le macchine hanno preso avvio, mentre la cittadinanza si è disposta lungo il tracciato per seguire il lento avanzare delle strutture e le performance dei figuranti.
Le macchine di Di Zinno e il loro percorso attraverso la città
Gli Ingegni sono imponenti congegni di legno e ferro che, pur nella loro massa, danno l’impressione di leggerezza quando i personaggi sacri e i bambini che li popolano sembrano librarsi. Alle 9.45 è iniziata l’uscita dal Museo, con una sequenza di movimenti calibrati: il movimento è scandito da un conteggio fino a tre e dalla frase di comando pronunciata dal capo gruppo, che coordina gli uomini impegnati nel trasporto. Ogni ingegno è sostenuto da quasi venti uomini, i quali garantiscono l’avanzamento grazie a una combinazione di forza fisica, tecnica consolidata e grande coordinazione.
Il ruolo dei portatori e la coordinazione
Il trasporto degli ingegni è un gesto collettivo che unisce resistenza e disciplina: i portatori agiscono seguendo ordini precisi impartiti dal capo gruppo, che utilizza un bastone e una voce chiara per sincronizzare le ripartenze. Questo sistema di comando permette al meccanismo di muoversi in equilibrio nonostante il peso, esibendo una coreografia di fatica e perfezione pratica che si rinnova ogni anno senza prove pubbliche e con una pratica consolidata tra i partecipanti.
I protagonisti: bambini, figuranti e autorità
Tra gli elementi più emozionanti della mattinata c’è la presenza dei bambini, che interpretano ruoli di primo piano nei Misteri: sorridenti e concentrati, seguono le indicazioni del capogruppo e contribuiscono a trasmettere continuità generazionale alla tradizione. La cittadinanza premia lo sforzo con applausi e incoraggiamenti lungo il percorso, mentre personaggi simbolici come il diavolo e la tunzella mantengono la loro parte con trucco, espressioni e gestualità caratteristiche.
Quando la sfilata ha raggiunto il Municipio, la piazza si è riempita per il saluto delle autorità: la sindaca ha rivolto un breve discorso dal balcone, evidenziando come la manifestazione rappresenti «il simbolo più autentico della città» e sottolineando il ruolo dei giovani come garanzia di futuro per la tradizione; il vescovo ha impartito una benedizione, richiamando il significato religioso della festa e l’importanza della comunione nella vita della comunità.
Calendario e tempi della giornata
La giornata del 7 giugno è stata scandita da momenti precisi: la Santa Messa mattutina nel piazzale del Museo celebrata dal vescovo, la vestizione dei Misteri verso le 9.00, l’uscita intorno alle 9.45 e la benedizione dal palazzo di città alle 13.00, seguita dal rientro dei mezzi espositivi al Museo previsto per le 13.30. Questi orari hanno permesso a cittadini e visitatori di seguire la cerimonia e di partecipare alla processione eucaristica che ha accompagnato il Santissimo Sacramento per le vie del centro.
Nel complesso, la manifestazione ha confermato la capacità di unire aspetti religiosi, culturali e folklorici: dal valore artistico degli ingegni di Di Zinno alla dedizione fisica dei portatori, fino alla centralità dei bambini, che incarnano la continuità e la promessa di una tradizione che non si limita a ripetersi ma si rinnova attraverso la partecipazione collettiva.
Per alcune ore la città ha guardato in alto: il volo apparente dei Misteri ha ricordato l’intreccio tra memoria storica e spettacolo popolare che continua a caratterizzare il Corpus Domini a Campobasso, trasformando una festa religiosa in un evento comunitario dal forte impatto visivo e emotivo.


