La tradizione dei Misteri ha animato il centro storico di Campobasso nella mattina del Corpus Domini. Dalle 9.45 il corteo è partito dal Museo dei Misteri in via Trento e ha visto il passaggio dei tredici Ingegni ideati da Paolo Saverio Di Zinnoaccompagnati dalle note del Mosè di Gioachino Rossini eseguite da formazioni bandistiche locali.
Il percorso ha attraversato scorci noti della città: la sfilata ha tagliato via Cannavina, via Ferrari, via Mazzini e Corso Vittorio Emanuele II prima della benedizione davanti al Municipio e del rientro previsto in via Trento. L’atmosfera ha alternato devozione e spettacolo, con figuranti di ogni età che hanno dato corpo alle macchine sacre conservate nel museo.
La sequenza dei 13 Ingegni e i momenti che hanno colpito
In ordine di uscita sono passati Sant’Isidoro, San Crispino, San Gennaro, AbramoMaria Maddalena, Sant’Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, San Leonardo, San Rocco, l’Assunta, San Michele, San Nicola e il Santissimo Cuore di Gesù. La scena che raffigura Abramo ha richiamato l’attenzione del pubblico quando, nella finzione del rito, l’angelo interrompe il gesto del sacrificio: l’interpretazione compiuta da Nicolino Benedetto ha reso visibile il gesto biblico con un movimento delle ali e un arresto drammatico della mano che impugna il pugnale.
La Donzella e la tensione tra sacro e profano
Tra i personaggi più seguiti c’è la Donzellaruolo quest’anno assegnato a rebecca setaro. La figura, interpretata anche dalla sorella Sarah Khalaf nel 2018, è oggetto di interpretazioni simboliche: elementi come lo specchio o il ventaglio nero, messi in risalto durante la sfilata, suggeriscono una lettura che unisce apparenza e ambiguità simbolica, contribuendo al contrasto tra compostezza e seduzione scenica.
Portatori, comunità e gesti di memoria
La tenuta fisica delle macchine è affidata a squadre di portatori che con passione sostengono il peso delle rappresentazioni lungo il percorso cittadino. Il pubblico ha potuto osservare la cura dei fedeli e la partecipazione dei bambini che, nonostante il caldo e le fatiche, hanno mantenuto il ruolo affidato loro. Prima della partenza si sono svolte la Santa Messa e la cerimonia della Vestizione, momenti che hanno preparato spiritualmente il corteo alla sfilata vera e propria.
Omaggio a Di Zinno e momento di raccoglimento
In via Sant’Antonio Abate la sosta davanti all’abitazione che fu di Paolo Saverio Di Zinno è stata accompagnata dall’esecuzione de “Il silenzio“: un tributo musicale che ha segnato il rispetto per l’autore settecentesco delle macchine. La pausa ha creato un attimo di raccoglimento in cui passato e presente si sono incontrati, sottolineando il valore culturale e affettivo del patrimonio.
Percorso ufficiale, benedizione e ritmo della manifestazione
Il corteo ha seguito un tragitto che ha incluso vie centrali come via Mazzini e Corso Vittorio Emanuele II, con tappa per la benedizione davanti al Municipio. Il Vescovo Biagio Colaiannidopo aver celebrato la Messa e la Vestizione, ha impartito la benedizione agli Ingegni posizionati per l’occasione, offrendo al pubblico una visione d’insieme delle composizioni allineate prima del ritorno al Museo di via Trento.
Durante il percorso non sono mancati momenti di spontaneità: dagli spettatori ai balconi sono piovute caramelle per i piccoli angeli e fotografi hanno cercato di cogliere immagini emblematiche, come l’incontro tra Italo Stivaletti e la Donzella, attimo di forte impatto visivo lungo via Torino.
Questa edizione del Festival dei Misteri ha ribadito il connubio tra musica, tradizione e comunità: le marce bandistiche, gli Ingegni mobili e il coinvolgimento intergenerazionale hanno trasformato le strade di Campobasso in un palcoscenico vivo, dove religiosità popolare e spettacolo convivono nel segno di una pratica culturale condivisa.
La giornata del 07.06.2026 si è chiusa con il ritorno delle macchine al Museo dei Misteri e con la consapevolezza, per la città, di aver rinnovato un rito che continua a parlare alle nuove generazioni.


