Negli ultimi giorni è aumentata la circolazione di tentativi di raggiro ai danni di persone anziane in diverse aree d’Italia. I malfattori adottano lo stesso copione di sempre: una telefonata che genera apprensione, l’appello all’autorità e la fretta di ottenere denaro o gioielli. In alcuni casi le vittime riescono a resistere alla pressione e ad allertare le forze dell’ordine, mentre in altri la trappola arriva fino al citofono di casa.
Tre tentativi sullo stesso numero nell’hinterland campobassano
Una donna che vive nell’hinterland campobassano ha ricevuto in pochi mesi tre chiamate sospette. Nel primo episodio l’interlocutore si era spacciato per un componente dei Carabinieri di Campobassoma la conversazione si è interrotta rapidamente, probabilmente a causa dei dubbi della vittima. Al secondo contatto il truffatore ha tentato una menzogna più stringente fingendosi il nipote della signora: «sua nipote è stata trattenuta in Caserma» era la bugia usata, ma l’errore è emerso subito, perché la donna non ha figli e quindi non ha nipoti diretti; lo ha sbugiardato con parole forti e minacciando di chiamare i veri militari.
Al terzo tentativo, alcuni giorni fa, un altro falso carabiniere ha sostenuto che «Suo figlio è rimasto coinvolto in un incidente» e che il giovane era stato fermato in Spagna con della droga in macchina. La donna ha simulato di crederci per poi smascherare il truffatore, che ha persino preteso scuse.
Operazioni preventive nel mandamento baianese e risposte dei cittadini
Nei comuni di ForinoAvellaSirignano e altri centri del mandamento baianese i tentativi di raggiro hanno seguito lo stesso modus operandichiamate telefoniche a persone anziane con la richiesta di denaro o di oro per pagare una presunta cauzione o una multa per il rilascio del familiare. In molti casi però i piani dei malintenzionati sono falliti grazie alla prontezza degli abitanti e al lavoro di prevenzione svolto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino.
Quando le vittime hanno riconosciuto la natura sospetta delle chiamate, hanno attivato la procedura corretta: hanno rinviato ogni appuntamento e hanno contattato il numero di emergenza 112bloccando così l’azione dei truffatori. In un episodio significativo una donna di Forino ha risposto con fermezza, dicendo di conoscere i Carabinieri e di aver «fatto un corso», aggiungendo di aver capito che si trattava di una truffa; la stessa donna aveva partecipato all’incontro di informazione tenuto presso la Parrocchia dei Santi Biagio e Stefano di Forino.
Indagini e strumenti investigativi
I Carabinieriin particolare la Compagnia di Baianohanno avviato accertamenti per risalire al numero da cui sono partite le chiamate e identificare i responsabili. Le attività investigative si sommano alle campagne di informazione indirizzate alle fasce più vulnerabili della popolazione, volte a migliorare la capacità di riconoscere i segnali di raggiro e a incoraggiare la denuncia tempestiva.
Educazione, informazione e prevenzione nelle comunità locali
Il lavoro sul territorio include la distribuzione di volantini, interviste sui canali locali e incontri nelle parrocchie e nei luoghi di aggregazione. Queste iniziative hanno prodotto risultati concreti: numerosi cittadini hanno imparato a non seguire le istruzioni dei truffatori e a consultare parenti o le forze dell’ordine prima di consegnare denaro o oggetti preziosi. L’effetto è duplice: da un lato riduce il profitto dei raggiri, dall’altro limita il danno psicologico che questi episodi possono provocare nelle vittime.
Gli episodi registrati tra Campobasso e l’area di Avellino testimoniano quanto sia importante mantenere alta l’attenzione e diffondere le semplici regole di prudenza: non fornire informazioni personali al telefono, non consegnare contanti o gioielli su richiesta telefonica e contattare immediatamente il 112 in presenza di sospetti. La vigilanza collettiva e le reti di supporto sociale rimangono strumenti chiave per contrastare questo tipo di criminalità.


