L’incontro con Andreina Di Girolamo si è svolto giovedì 28 maggio presso l’Istituto Omnicomprensivo “Nicola Scarano” di Trivento, inserito nel percorso di lettura della scuola. L’autrice, nota anche per la sua attività musicale come docente di conservatorio, ha presentato il romanzo Quel venerdì di settembre dal sole slavato e stanco, un lavoro che prende spunto dal bombardamento di Isernia del 1943 e ricostruisce le vite spezzate dalla guerra.
L’approccio scelto dall’autrice punta a restituire umanità ai nomi riportati negli elenchi storici: non si tratta di un testo strettamente storico, ma di una ricostruzione narrativa che mette al centro le relazioni quotidiane, i sogni e le abitudini degli abitanti del centro storico, prima che la violenza bellica ne interrompesse il corso.
La lezione partecipata: dalla pagina alla scena
L’iniziativa didattica, curata dalle docenti di lettere Maria Fiorito e Rossella Marco, ha previsto una lezione con ospite che ha reso tangibile il legame tra libro e comunità scolastica. Le classi III A e III B della scuola secondaria di primo grado hanno messo in scena un quadro vivente: gli studenti, in costume, hanno interpretato alcuni personaggi del romanzo mentre tre alunne leggevano passi selezionati.
Coinvolgimento degli studenti
La rappresentazione ha facilitato l’immedesimazione: attraverso il teatro e la lettura si è evidenziata la capacità delle arti di rendere presente il passato. Questo momento conclusivo del progetto di lettura ha permesso ai ragazzi di incontrare concretamente le figure studiate durante l’anno, comprendendo come la memoria possa essere coltivata anche con metodi creativi.
Genesi del romanzo e metodo di ricerca
Durante l’incontro Di Girolamo ha raccontato la genesi dell’opera, nata dal desiderio di non lasciare relegati a una lista fredda i nomi delle vittime civili. Il lavoro dell’autrice si è fondato su una ricerca accurata: consultazione di carte d’archivio, analisi di fotografie e studio della toponomastica locale, elementi che hanno conferito al romanzo un valore anche documentaristico.
Importanza per i giovani
La scrittrice ha sottolineato quanto sia utile portare questi materiali nelle scuole: conoscere la storia dei luoghi d’origine aiuta a radicare il senso di appartenenza e a comprendere come le comunità si costruiscano intorno a relazioni e tradizioni che spesso rischiano di sbiadirsi con lo spopolamento dei centri storici.
Memoria, pace e impegno civico
La restituzione di una biografia a persone segnate dalla guerra ha un obiettivo etico: spingere alla riflessione sull’assurdità dei conflitti e sulla fragilità della vita umana. Gli studenti di Trivento hanno concluso l’incontro con un inno contro la guerra e la frase simbolica «Voi siete la storia, noi siamo il futuro», a testimonianza del passaggio di responsabilità tra generazioni.
La dirigente scolastica, Prof.ssa Ida Cimmino, ha ringraziato l’autrice e ha ribadito l’importanza di diffondere la storia locale all’interno dei progetti dell’istituto. Questo impegno educativo è stato espresso anche come necessità di educare alla pace, per non assuefarsi alla visione distaccata di tragedie contemporanee che colpiscono ancora molte aree del mondo.
Un richiamo ai valori costituzionali
Nel chiudere l’evento è stata evocata la Costituzione e le parole del Presidente Sandro Pertini: «L’Italia, a mio avviso deve essere nel mondo portatrice di pace, si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame». Il richiamo è stato usato come stimolo per orientare il lavoro scolastico verso la formazione civile e la responsabilità collettiva.
In sintesi, la giornata a Trivento ha unito letteratura, storia e musica per offrire ai giovani strumenti di comprensione critica: restituire volti alla memoria significa anche consolidare il valore della pace e coltivare una cittadinanza consapevole che sappia proteggere il patrimonio storico e umano dei borghi molisani.



