1 Ottobre 2026 ☀ 13°

Armatori di Termoli proclamano fermo volontario per sollecitare misure concrete

La marineria di Termoli, dopo mesi di agitazione, ha deciso di fermare le attività per unirsi alle proteste dell'Adriatico e richiamare l'attenzione su credito d'imposta, indennizzi e ritardi amministrativi

Armatori di Termoli proclamano fermo volontario per sollecitare misure concrete

La marineria di Termoli ha deciso di aderire alle iniziative di protesta promosse dalle altre marinerie dell’Adriatico, formalizzando un fermo volontario delle attività. La scelta è emersa durante una riunione tenuta davanti al Mercato Ittico, dove armatori e operatori hanno valutato la situazione economica e amministrativa che grava sul comparto.

Perché è nata la mobilitazione

Il malcontento nasce da una serie di provvedimenti annunciati ma non pienamente attuati: in primo piano il credito d’imposta per l’acquisto di carburante, atteso da mesi ma ancora privo delle procedure operative necessarie. Questo strumento, inizialmente indicato nella misura del 20 per cento, è stato poi ridefinito come contributo “fino al 20 per cento“, determinando incertezza sull’effettiva entità del beneficio e sulle modalità di accesso attraverso l’Agenzia delle Entrate.

Il nodo del credito d’imposta

Gli armatori sottolineano che, senza i codici e le procedure tecniche, il credito non può essere utilizzato. Per molte imprese di pesca il carburante rappresenta una voce di spesa decisiva: la mancata applicazione del credito d’imposta mantiene elevati i costi di esercizio e mette a rischio la sostenibilità economica delle imbarcazioni.

Questioni aperte: indennizzi e Feampa 5.68

Accanto al credito d’imposta, rimangono irrisolti altri aspetti cruciali. Gli indennizzi per i periodi di fermo pesca relativi al 2026 e al 2026 sono ancora al centro di attese e ritardi: sebbene siano state pubblicate graduatorie provvisorie e parziali, non sono stati comunicati tempi certi né le modalità definitive di liquidazione delle somme spettanti.

La misura Feampa 5.68 in sospeso

La misura Feampa 5.68, pensata per sostenere la commercializzazione dei prodotti della pesca, ha ottenuto il via libera a livello europeo e il sostegno delle Regioni, incluso il Molise. Tuttavia, la misura è bloccata in attesa dell’autorizzazione ministeriale, condizione che impedisce l’erogazione di risorse e la pianificazione di interventi strategici per il rilancio del settore.

Impatto economico e sociale sul territorio

La protesta non è solo una questione di cifre ma riguarda famiglie e lavoro. Le imprese continuano a sostenere costi di gestione elevati e margini operativi sempre più risicati: spesso l’attività in mare serve soltanto a coprire le spese vive, garantire i salari degli equipaggi e mantenere operative le imbarcazioni. Di conseguenza, la tenuta occupazionale è a rischio e la capacità delle imprese di programmare si riduce.

Conseguenze per lavoratori e filiera

La marineria evidenzia che la crisi coinvolge non solo gli armatori ma anche i marittimi e le loro famiglie. La difficoltà a garantire retribuzioni adeguate rappresenta uno degli aspetti più sensibili della vertenza: per gli operatori la protesta vuole essere uno strumento per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di risposte rapide, evitando il progressivo impoverimento di un segmento produttivo tradizionale.

Le richieste rivolte alle istituzioni

Dal porto di Termoli il messaggio è netto: servono tempi certi, procedure operative e il rispetto degli impegni annunciati. Gli armatori chiedono l’emissione immediata dei codici e delle istruzioni necessarie per usufruire del credito d’imposta, la definizione delle tempistiche di pagamento per gli indennizzi del 2026 e 2026 e la sblocco della misura Feampa 5.68 tramite autorizzazione ministeriale.

La mobilitazione viene definita dagli operatori come un atto simbolico ma indispensabile per riportare all’attenzione pubblica e istituzionale la condizione di un settore che rappresenta un elemento importante dell’economia costiera e dell’identità locale. Senza interventi concreti, la marineria avverte che la continuità delle attività e il benessere dei lavoratori saranno sempre più difficili da tutelare.

Scenari e prossimi passi

Con l’adesione al fermo volontario, Termoli si allinea alle altre marinerie adriatiche nella speranza di accelerare le risposte. Gli armatori hanno annunciato che la protesta proseguirà fino a quando non verranno forniti chiarimenti puntuali sulle misure promesse e sulle modalità di erogazione dei fondi. Resta aperto il confronto con le autorità regionali e nazionali per trovare soluzioni che tutelino imprese, lavoratori e filiere legate al mare.

In un contesto in cui la politica degli aiuti e la tempistica amministrativa risultano determinanti, la scelta del fermo è il segnale di una categoria che pretende concretezza e una programmazione efficace. La marineria di Termoli, con questa azione, intende mantenere alta l’attenzione sul settore fino all’ottenimento di risposte chiare e sostenibili.

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