La nomina di Carmine Lauriello a direttore sanitario dell’Asrem ha acceso un vivace dibattito politico. Il manager sanitario, attualmente a capo delle Cure domiciliari dell’Asl di Caserta, è stato scelto dal direttore generale Giovanni Di Santo dall’elenco degli idonei della Campania, nonostante la presenza di candidati validi anche in Molise. La decisione ha sollevato numerose perplessità, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza della procedura.
Le opposizioni di Palazzo D’Aimmo hanno subito sollevato interrogativi sulla scelta di attingere dagli elenchi della Campania anziché da quelli molisani. Il capogruppo di Costruire Democrazia, Massimo Romano, ha presentato un’interpellanza al governatore Francesco Roberti, chiedendo chiarimenti sulla cosiddetta ‘valutazione comparativa’ che avrebbe motivato la scelta. Romano ha evidenziato l’assenza di curriculum allegati e la trasmissione del curriculum del prescelto solo 48 ore prima della nomina definendo la decisione ‘gravemente ambigua e non trasparente’.
Le critiche delle opposizioni
Anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Vittorino Facciolla, ha espresso forti dubbi sulla procedura adottata. Facciolla ha sottolineato che per attingere a elenchi di fuori regione devono essersi create condizioni specifiche, come l’esaurimento degli elenchi regionali o la mancanza di candidati idonei. Ha inoltre chiesto chiarimenti sugli accordi di reciprocità tra le regioni e sulla tempestività dell’invio dell’elenco campano, avvenuto solo due giorni prima della nomina.
Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, ha denunciato un’ennesima nomina politica, definendola ‘pilotata’ e ‘non trasparente’. Gravina ha sollevato il sospetto che la scelta possa essere legata a scambi politici, come una possibile candidatura al Senato per il presidente della Regione. Ha inoltre criticato la mancanza di trasparenza e la mortificazione delle professionalità locali.
La sindrome di Stoccolma e le accuse di opacità
Le opposizioni hanno anche fatto riferimento alla cosiddetta ‘sindrome di Stoccolma’ del Molise nei confronti della Campania, suggerendo che la nomina di Lauriello possa essere legata all’arrivo contemporaneo del cantante Gigi D’Alessio. Questa metafora è stata utilizzata per descrivere una presunta dipendenza del Molise dalla Campania, che avrebbe influenzato la scelta del nuovo direttore sanitario.
Le critiche si sono concentrate anche sulla mancanza di chiarezza nella valutazione comparativa dei curriculum. Non è stato specificato chi abbia effettuato la valutazione, su quali criteri e con quali documenti. Inoltre, non è stato allegato nessun curriculum, e quello del prescelto è stato trasmesso solo 48 ore prima della nomina sollevando ulteriori dubbi sulla trasparenza del processo.
La nomina di Carmine Lauriello ha quindi scatenato un acceso dibattito politico, con accuse di opacità e mancanza di trasparenza. Le opposizioni chiedono chiarimenti e un approfondimento della vicenda per evitare che si ripetano scelte discutibili e dalla paternità incerta.



