La recente intitolazione dell’Auditorium cittadino a don Nicola Vitone ha riacceso un confronto pubblico che va oltre la singola dedica: a firmare osservazioni e appelli sono stati musicisti, docenti e ex dirigenti del Conservatorio “Lorenzo Perosi”, i quali denunciano un iter segnato da silenzi e da scelte amministrative non adeguatamente motivate. Dopo la lettera aperta datata 31 marzo, più voci hanno espresso sostegno e chiesto un riscontro ufficiale dall’Amministrazione comunale, evidenziando la necessità di maggiore trasparenza e di rispetto per le competenze culturali locali.
Al centro della controversia c’è anche il profilo storico e artistico: il Conservatorio aveva indicato come candidato privilegiato il compositore e direttore d’orchestra Nuccio Fiorda, figura di rilievo con legami professionali importanti, mentre la Giunta comunale ha formalizzato la scelta con Delibera n. 70 (marzo 2026) in favore di don Vitone. Chi solleva obiezioni non intende sminuire la figura del sacerdote, ma mette in rilievo il contrasto tra la proposta di un’istituzione musicale autorevole e la decisione amministrativa, oltre alla prospettiva che il Conservatorio possa poi assumere la gestione artistica del medesimo spazio.
Le ragioni del dissenso
Il primo motivo di perplessità riguarda la percezione di una rimozione delle eccellenze locali: Campobasso e il Molise vantano nomi come Erennio Gammieri, Tito Mattei, Adriano Lualdi e Aladino Di Martino, figure che, secondo più interventi, meriterebbero attenzione nella scelta di un’intitolazione che parla all’identità culturale della comunità. I critici sottolineano come la candidatura di Fiorda fosse stata indicata ufficialmente dal Conservatorio, mentre il procedimento seguito dal Comune sembrerebbe avere ignorato una comparazione pubblica tra possibili intitolazioni, creando così un senso di ingiustizia rispetto alla storia musicale cittadina.
Dimensione storica e simbolica
La questione non è solo amministrativa ma anche simbolica: intitolare un luogo come l’Auditorium significa scegliere un riferimento culturale per la città. Ricordare Gammieri o Mattei significherebbe riaffermare una tradizione concertistica e teatrale che si è espressa all’estero e in teatri importanti; proporre Fiorda avrebbe richiamato i legami con figure come Ottorino Respighi, Pietro Mascagni e Arturo Toscanini. Per chi contesta, l’atto amministrativo ha il dovere di tenere conto del patrimonio storico e della memoria collettiva, non solo di intenti celebrativi privati.
Il ruolo e le responsabilità del Conservatorio
È emerso con forza il rilievo procedurale: il Consiglio Accademico del Conservatorio si era espresso favorevolmente il 13 marzo a favore di Nuccio Fiorda, mentre la Commissione Cultura del Comune aveva dato un parere il 3 marzo 2026 per don Vitone e la Giunta ha deliberato in senso opposto il 27 marzo. Aggiunge peso alla richiesta di chiarimenti il fatto che presso la biblioteca del Conservatorio sia custodito il Fondo Nuccio Fiorda, con manoscritti e documenti donati dalla famiglia, elemento che fa ritenere legittimo l’interesse dell’istituzione musicale alle scelte che riguardano lo spazio che, nella pratica, è destinato anche alla sua programmazione.
Finanziamenti, completamento e gestione
Il completamento dell’edificio dell’Auditorium è stato possibile grazie a iniziative e a risorse individuate dal Conservatorio negli anni, con la partecipazione di figure come Lelio Di Tullio e l’allora presidente Eliodoro Giordano: furono reperiti fondi AFAM e stanziati circa due milioni e mezzo di euro per completare i lavori, ottenendo poi l’uso gratuito della struttura per un ventennio più alcuni anni. Questo dato concreto viene richiamato per sottolineare come l’istituzione musicale non sia estranea all’esistenza stessa dell’impianto e come, pertanto, avrebbe dovuto essere maggiormente coinvolta nella scelta del nome.
Proposte concrete e pratiche per uscire dall’impasse
Tra le proposte avanzate dagli interlocutori ci sono l’apertura di un confronto pubblico, la costituzione di una commissione di esperti che valuti più candidature e la riconsiderazione della delibera alla luce del parere del Conservatorio. Voci autorevoli hanno ricordato iniziative culturali recenti come il Concorso Giovani Solisti – Premio Erennio Gammieri, con finale al Teatro Mario Pagano il 10 giugno 1989, e l’esecuzione dell’opera Chatterton al Teatro Savoia nel 1994, come esempi di una memoria musicale ancora viva che meriterebbe riconoscimento ufficiale.
Un invito alla responsabilità istituzionale
Le richieste finali rivolte al Comune sono chiare: un riscontro pubblico, la piena trasparenza dell’iter amministrativo e, se necessario, la disponibilità a tornare sulla decisione per aprire un dialogo con il Conservatorio e gli operatori culturali. Per molti firmatari la vicenda è un banco di prova per la capacità della città di riconoscere e valorizzare la propria memoria culturale senza pregiudizi, in modo da restituire all’Auditorium un ruolo di casa comune riconosciuta da tutta la comunità.



